Nei giorni scorsi infatti, nel territorio del piccolo comune dell'alta Tuscia, in un terreno che si affaccia sul lago di Bolsena, sono venuti alla luce i resti di una villa romana. Villa che risale, con buona probabilità, all'età augustea. In particolare, gli archeologici hanno rinvenuto una sola parte della struttura, che gli antichi romani avevano destinato al culto dell'acqua. Un vero e proprio Ninfeo. Anche lo stato di conservazione è del tutto eccezionale. Appoggiate a un masso roccioso, le mura ritrovate sono alte cinque metri. In altri ritrovamenti simili, i muri non superano che pochi centimetri. È questo un importante elemento, che rende questa scoperta maggiormente degna di attenzione, visto che dal punto di vista archeologico sono stati ritrovati soltanto frammenti in ceramica e qualche lastrina. Anche il pavimento, dove probabilmente sgorgavano piccole cascate d'acqua, è in buone condizioni. L'acqua formava originariamente dei giochi, per incanalarsi in condutture che arrivavano a sfociare sulla strada sottostante che costeggia il lago. Il pavimento era sicuramente decorato, ma il marmo non è stato rinvenuto. A detta degli archeologici potrebbe essere stato portato via in epoca medievale. A pochi metri dal Ninfeo, sono state rinvenute alcune vasche. Gli scavi meriterebbero di essere proseguiti, anche se sono stati interrotti in attesa di nuovi finanziamenti. I ricercatori parlano di almeno 60 mila euro. Una cifra minima, che permetterebbe almeno di mettere in stato di sicurezza il sito, che i tombaroli avevano individuato e che erano pronti a saccheggiare. Soltanto grazie alla segnalazione ai carabinieri, effettuata dal proprietario del terreno, accortosi di segni di scavi clandestini, si è potuto evitare l'ennesimo saccheggio. «Mettere al sicuro l'area - dice Sergio Pregagnoli, responsabile dell' Archeomedia, la società che per conto della Soprintendenza dei beni archeologici dell'Etruria meridionale ha effettuato lo scavo - è una priorità assoluta. Sicuramente, se si continuerà a scavare, potrebbero venire alla luce altri importanti resti. Il Ninfeo scoperto, interessante soprattutto da un punto di vista strutturale, è soltanto una parte di una villa nascosta ancora sotto terra».