Si potranno fare ovunque i bagni nel lago Albano. Lo specchio d'acqua alle porte di Roma ha superato i problemi d'inquinamento e va ad aggiungersi ai laghi di Nemi, di Martignano, di Vico, di San Puoto e di Lago Lungo, tutti interamente balneabili. L'impegno dell'amministrazione regionale, che ha stanziato 365 milioni di euro per la depurazione e l'adduzione delle acque reflue agli impianti, sta dando i suoi risultati. Sul lago Albano, infatti, l'estate 2008 era trascorsa con circa due chilometri di riva interdetta ai bagni a sinistra dell'emissario, nel comune di Castelgandolfo. Leggero, quasi impercettibile, invece, il miglioramento sul lago di Bracciano: l'inquinamento si riduce di 400 metri in corrispondenza del fosso della Mola. In provincia di Viterbo, peggiora la situazione nel lago di Bolsena: nel comune di Marta l'omonimo fiume provoca 1.300 metri di divieto di balneazione. Immutate le condizioni nei laghi reatini del Turano (divieti nel comune di Colle di Tora) e del Salto (comune di Pescorocchiano). Riguardo alla delibera sui divieti di balneazione firmata il 10 marzo e resa nota solo ieri, il Movimento per l'Italia polemizza. «E' davvero inspiegabile il motivo - contestano Fabio Sabbatani Schiuma e Paola Marraro dell'MpI prosegue la nota - per il quale l'assessore regionale all'Ambiente non renda pubblica tramite i canali istituzionali una delibera che interessa i cittadini laziali e permette alle attività del litorale laziale di fregiarsi, o meno, del bollino di balneabilità delle coste. Perchè quel provvedimento non è stato pubblicato tra gli atti regionali? Sarebbe opportuno che tutti potessero attingere ad informazioni così rilevanti».