FIRENZE - Jack Lang s'infervora. «Tagliare i fondi alla cultura è un'imbecillità, è il primo passo per cancellare le speranze nel futuro. Io, come conoscitore e amico dell'Italia, sono rattristato nel vedere che da voi le risorse del patrimonio artistico e culturale vengono progressivamente ridotte. Ma il discorso purtroppo vale per tutti i Paesi, il problema è generale. E poi ci lamentiamo del declino dell'Europa? Sono lacrime di coccodrillo». Il battagliero ex ministro di Mitterrand, testimonial ancora ricercatissimo in tutto il mondo del modello culturale francese, è a Firenze in qualità di presidente onorario di France Odeon, il festival di cinema transalpino diretto da Francesco Raniero Martinotti e inaugurato alla presenza dell'ambasciatore Alain Le Roy e dell'ex ambasciatore Jean-Marc de La Sablière. Molto applaudito il film La cuoca del presidente di Christian Vincent, gran successo in patria (da noi uscirà a gennaio con Lucky Red). Protagonista è Catherine Frot nei panni della donna che cucinò all'Eliseo per Mitterrand, riconciliando il capo dello Stato con i sapori della tradizione. E, per un curiosa coincidenza, fu proprio Lang a presentare la signora al presidente che non ne poteva più dei menu impersonali imposti dal protocollo. L'ex ministro, che oggi parteciperà a un convegno sulla cultura cinematografica, a Firenze ha presentato il nuovo libro dedicato a Michelangelo: Michel-Ange, scritto con Colin Lemoine. E' un ritratto che abbraccia la lunghissima vita dell'artista cinquecentesco, i suoi rapporti con il potere, la genesi dei suoi capolavori. «Quand'ero giovane», spiega Lang, «rimasi folgorato da opere come il David e la Pietà. Senza Michelangelo non ci sarebbe l'arte moderna».