Gli "Amici del Museo" sollecitano le istituzioni a fissare una data certa per il completamento dell'opera Il prof. Vincenzo Panuccio è il presidente degli "Amici del Museo" Anche gli "Amici del Museo" stanno perdendo la pazienza. Loro sognano un museo bello e funzionale e vorrebbero vederlo già realizzato. Invece, si devono scontrare con la realtà. E allora anche un convegno può diventare un'occasione per lanciare un violente j'accuse. Durante una conversazione, tenutasi nella sede dell'Anmig sul tema "l'associazione Amici del Museo nella cronaca sui Bronzi di Riace", il professore emerito dell'Università di Messina Vincenzo Panuccio ha toccato il dolorosissimo tasto dell'edificio piacentiniano, «diventato ormai un'assurda incompiuta». Il presidente degli "Amici del Museo" ha affermato che «non è oltre sopportabile il ritardo con il quale vengono portati avanti i lavori di ristrutturazione dello storico palazzo». E commentando le recenti affermazioni dell'architetto Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della Calabria, circa l'incertezza sulla conclusione di tali lavori, si è detto «sgomento e preoccupato». La discussione che è seguita alla relazione ha dimostrato come, su questo argomento, i nervi dei reggini siano giustificatamente scoperti. E, all'unanimità, i soci hanno chiesto al presidente che l'Associazione «prenda rapide iniziative per ottenere da chi di competenza: Ministero, Direzione Regionale, Soprintendenza, le improcrastinabili assicurazioni sul futuro di quella che è la più importante delle istituzioni museali della Calabria, e che, per il suo valore storico-architettonico, meriterebbe anche di essere riconosciuta "Patrimonio dell'Umanità"». Oltre allo sgomento per questi lavori infiniti, il prof. Panuccio ha puntualmente ripercorso il capitolo reggino della storia delle due famose statue bronzee greche, e di come essa si sia ripetutamente intrecciata con l'attività dell'associazione. «Attività ha ricordato Panuccio , sempre diretta alla valorizzazione e alla difesa del nostro Museo, e dei tesori di storia e di arte che esso conserva». Sono stati, quindi, evocati tutti i momenti in cui l'associazione, da sola o in sinergia con altre qualificate espressioni della società civile, della politica e della cultura reggina, ha testimoniato la volontà collettiva di considerare i Bronzi come parte integrante del patrimonio archeologico calabrese. Ciò soprattutto in quei momenti topici, allorquando da più parti si voleva "nomadizzare" le due statue, donarle e svilirne il valore. Con una ricca documentazione, il relatore ha dimostrato come e quanto Reggio sia ormai legata a quelle eccezionali testimonianze d'arte, espressioni di quella civiltà ellenica che sta alle origini della nostra civiltà Magnogreca. Panuccio, infine, ha anche riconosciuto che Reggio «deve ancora impegnarsi molto, per raggiungere una completa integrazione fra la propria realtà culturale e i Bronzi, soprattutto attraverso un coordinamento organico di tutte quelle altre presenze museali, oltre il Museo Nazionale, di cui la città è ricca, ma che, appunto per tale carenza, non riescono ad essere opportunamente offerte all'attenzione dei pur significativi flussi turistici che vengono qui, attratti dal fascino delle due statue».