L'auspicio. «Vorremmo inaugurarlo quando sono ancora vivi i sopravvissuti» «Vorremmo inaugurare il Museo della Shoah a Roma con qualche sopravvissuto ancora vivo...». E' amareggiato Leone Paserman, presidente della Fondazione del Museo della Shoah. Il museo non c'è. Se ne parla ormai da oltre sei anni, ma il cantiere nello spazio adiacente a Villa Torlonia non è mai stato aperto. Un manifesto negli uffici della Fondazione, in via Florida, avverte: «Museo della Shoah... work in progress 2009». Doveva essere il museo con cui Roma ricorda la sua Shoah, tutti d'accordo, il risultato è nulla. Perché? «Accanto a Villa Torlonia ci sono i resti del cantiere precedente, quello che era stato aperto per edificare una palazzina i cui lavori furono bloccati. Il terreno è del Comune, ma il nuovo cantiere non c'è. Dallo scorso gennaio è stata apportata una variante al nuovo piano regolatore - non necessaria con quello precedente - per rendere edificabile il luogo e quindi permettere al progetto di diventare realtà, l'assemblea di Roma Capitale ha approvato quella variante all'unanimità salvo la Destra che se ne uscì dall'aula al momento del voto, poi però tutto è rimasto fermo ai blocchi di partenza. In nove mesi non è stato completato l'iter burocratico per rendere esecutiva la variante approvata e poter indire il bando di gara per la costruzione del Museo. E così il tempo passa senza che succeda nulla». E quindi? «L'idea del Museo è nata sei anni fa, con il sindaco Veltroni, con la creazione di un Comitato promotore. Successivamente nel luglio 2008 con il sindaco Alemanno è stata formalizzata con la costituzione di una Fondazione che comprendeva oltre al Comune di Roma tre associazioni ebraiche, l'Ucei, la Comunità ebraica di Roma e l'Associazione dei figli della Shoah. Un anno dopo si sono aggiunti Provincia di Roma e Regione Lazio. Con la Fondazione ci è stato assegnato un ufficio in via Florida, con tre impiegati e 14 ricercatori storici che ormai lavorano in condizioni sempre meno favorevoli. Il fatto che il Museo concretamente non abbia fatto passi avanti in termini concreti di costruzione non li stimola di certo... Comunque abbiamo fatto due mostre importanti, sui Ghetti nazisti e su Auschwitz, allestito una videoteca con settemila dvd, una biblioteca con tremila titoli, accompagnato i viaggi della memoria...». Però? «Era stato preso l'impegno di costruire il museo finché sono vivi gli ultimi sopravvissuti della Shoah... I sopravvissuti sono sempre di meno e il museo ancora non c'è. In questo momento non so neanche se sia nel bilancio del Comune. Sia chiaro, gli ostacoli per impedirlo possono scattare a volontà, tra il patto di stabilità o altri impedimenti a venire. Quello che con tutta evidenza manca è la volontà politica di fare a Roma questo museo... Così almeno appare».