La pioggia battente dei giorni scorsi ha provocato l'ennesimo allagamento dei sotterranei dell'Anfiteatro Flavio: l'affascinante percorso nelle viscere del monumento voluto dall'imperatore Vespasiano, nel quale sono conservate colonne e capitelli corinzi depositati dopo gli scavi voluti dai Borbone, è diventato off-limits per i turisti. E fino al prossimo 31 marzo il monumento sarà visitabile solo per quattro ore al giorno. Un'anomalia che ha pochi precedenti: in Italia pressoché tutti i siti archeologici all'aperto sono fruibili fino ad un'ora prima del tramonto. Ennesimo capitolo del Grand Tour negato dell'archeologia flegrea. Un foglio bianco sdrucito e senza intestazione, affisso ai cancelli di ingresso del terzo anfiteatro più grande d'Italia, ha informato ieri alla meno peggio i turisti della decisione presa dalla soprintendenza speciale di Napoli e Pompei di ridurre l'orario di accesso per i prossimi cinque mesi. «Il monumento dall' 1 novembre al 31.03.2013 - si legge testualmente nell'avviso - aprirà ogni ora a partire dalle 9 alle 13». Annuncio che ha colto di sorpresa decine di visitatori. Ancor più allibiti i tour-operator, che denunciano anche il generale stato di degrado in cui versa il Flavio. Aldilà dell'impegno dell'ufficio locale della soprintendenza nel tenere aperta la struttura tra mille difficoltà, restano i problemi di fondo. «Le nostre guide possono mostrare ai turisti che hanno pagato il biglietto solo un terzo del monumento - sottolinea Fulvio Ferrigno della «Turismo e Servizi Pozzuoli», centro prenotazione della locale Assoalbergatori - Ogni volta che piove, per motivi di sicurezza, la soprintendenza chiude al pubblico i sotterranei perché si trasformano in un vero acquitrino melmoso. Un percorso affascinante, ma visitabile solo nelle giornate di bel tempo quando il fango viene prosciugato dal sole». L'elenco dei disagi di questo luogo simbolo è lungo: «L'impianto di illuminazione è in tilt e gran parte delle gradinate è inagibile - denuncia Luigi Esposito, presidente di Assohotel Campi Flegrei-Confesercenti - Gli spalti di legno posizionati negli anni '80 sono marci in più punti e nei giorni di maltempo il sito è solo parzialmente agibile. Con la riduzione dell'orario di visita giornaliera ci sarà un crollo delle presenze e un danno enorme per l'intero turismo flegreo. Serve un intervento del ministro Lorenzo Ornaghi». Problemi che si trascinano da anni, acuiti dai tagli al comparto cultura e dalla carenza di fondi, mentre il sindaco Vincenzo Figliolia evidenzia che «da settimane Comune e soprintendenza lavorano ad un piano che consenta la piena fruizione del patrimonio archeologico». I puteolani del I secolo d. C. costruirono a proprie spese l'Anfiteatro e ora a malapena possono visitarlo.