SONO 110 i locali che saranno chiusi per i tavolini abusivi. Il Municipio inizia la campagna contro i dehors selvaggi. Sono state inviate le lettere ai commercianti di piazza Navona e piazza della Rotonda per adeguarsi ai nuovi piani del Campidoglio: alcuni lunedì protestano con una serrata. E Corsetti lancia un vertice con le Soprintendenze per affrontare i casi di Campo de' Fiori e Trastevere. L'ELENCO è pronto. Il municipio I ha contato 110 locali con tavolini completamente abusivi. E dalla prossima settimana, il minisindaco, Orlando Corsetti, inizierà le chiusure di queste attività: si parte con almeno 5 giorni. Se poi il ristorante riapre con gli stessi dehors scatta la serrata per un mese e l'obbligo di non poter riaprire se prima non viene risarcito il parlamentino dei soldi spesi per la ditta di rimozioni. Continua il pugno duro contro gli arredi selvaggi. E soprattutto, vanno avanti, le rimozioni che Corsetti, non avendo più i soldi per pagarle, fa da sé con i suoi assessori. «Ho chiesto un parere all'Avvocatura comunale che ci autorizza, con una legge del 2009, ad andare avanti in questa direzione spiega il minisindaco Ho scritto una lettera al sindaco, Gianni Alemanno, per spiegargli che con una semplice ordinanza potrebbe risolvere il problema dell'abusivismo. Bisogna vedere se c'è la volontà politica di farlo». Dopo numerose pressioni, i piani di massima occupabilità dei salotti romani sono stati redatti dal Campidoglio. Le 15 planimetrie sono approdate in via Petroselli in due tranche: una parte lo scorso aprile e l'altra a ottobre. Il municipio ha inviato le prime lettere per piazza della Rotonda al Pantheon e piazza Navona, suscitando le ire di alcuni commercianti che domani faranno una serrata. Per l'occasione hanno creato un comitato ad hoc, il Cadar, guidato da Guido Campopiano da sempre avverso al piano di riorganizzazione dei dehors in piazza Navona, voluto da Comune e Soprintendenza. Alla protesta, però, non aderiscono Confcommercio e Confesercenti, le due principali associazioni di bar e ristoranti alle quali sono iscritti circa l'80 degli esercenti. Contestano l'iniziativa. E per loro sarà una normale giornata lavorativa. Il progetto dei tavolini nell'ex stadio di Diocleziano però mette tutti d'accordo: residenti, Campidoglio e municipio. L'unica voce contraria sono i commercianti che vedranno ridotte le occupazioni poiché il limite massimo sarà quello dei marciapiedi. Si accende invece la discussione, anche in Municipio, sui piani di Campo de' Fiori e piazza Santa Maria in Trastevere, locali ai quali nelle prossime settimane il parlamentino invierà le lettere per mettersi in regola con le nuove norme. «Il caso di Trastevere è allarmante: i dehors saranno spostati verso il centro della piazza per garantire il cono di visibilità su via della Lungaretta commenta Corsetti Il piano andrebbe rivisto perché ciò che impedisce la visuale sono i tendoni e gli ombrelloni, non i tavolini. La mia proposta è di fare come a Madrid dove nelle aree tutelate sono vietati gli arredi di qualunque tipo, ecco questo potrebbe essere un giusto compromesso». Sì, dunque, a tavoli e sedie, no a funghi e teloni in plexiglas.