Lettere IL PERSONALE della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio esprime dissenso alla fusione tra la SBAL e la SAEM, Soprintendenza Archeologica Etruria Meridionale, rivendica l'identità storica della propria soprintendenza che dal 4 marzo 1968, anno di istituzione con il prof. P. Griffo soprintendente, ha elaborato un efficace sistema organizzativo e gestionale volto all'affermazione della soprintendenza sul territorio per una diffusa azione di tutela e ad una diffusa attività di valorizzazione policentrica. L'attuazione del progetto. «Obiettivi -risultati» a breve, medio, lungo termine premiata dall'onore di aver visto il proprio soprintendente dott. A.M. Reggiani nominato direttore generale per i Beni Archeologici ha portato alla formazione in tutti i settori di specifiche professionalità e di un patrimonio di risorse umane che costituisce oggi la forza della soprintendenza. A fronte dell'identità della soprintendenza, che portò alla sua istituzione e che rimane tuttora valida, nella fusione il personale della SBAL non ravvisa i caratteri di necessità né di opportunità, laddove invece in altre regioni d'Italia lo stesso ministero ha decretato l'istituzione di nuove soprintendenze. Il personale della SBAL sottolinea inoltre forte sconcerto per il vuoto normativo nel quale dovrebbe avvenire il passaggio. Per questi motivi il personale della SBAL, ai sensi della legge sulla trasparenza amministrativa e del diritto all'informazione chiede di conoscere le motivazioni che hanno determinato la decisione ministeriale. A nome dei funzionari della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio Giovanna Alvino, Giovanna Rita Bellini, Nicoletta Cassieri, Marcella Molajoli, Annalisa Zarattini, Giuseppina Ghini