II sindaco di Chioggia Giuseppe Casson: «Situazione drammatica sull'arenile Colpiti molti cittadini e commercianti. Ci servono i soldi della Legge Speciale» Chioggia in ginocchio chiede lo stato di calamità naturale per i danni dell'acqua alta eccezionale. La marea ha toccato poco prima della mezzanotte del 31 ottobre un picco di 164 centimetri, altezza record dopo l'evento straordinario del 4 novembre 1966. L'acqua ha travolto negozi e abitazioni dei centri storici di Chioggia e Sottomarina, allagato strade e argini e spazzato via parte del litorale a sud di Sottomarina e a Isola Verde. Un disastro da milioni di euro di danni. Il sindaco Giuseppe Casson, che ha monitorato l'evento per tutta la notte, è pronto a chiedere lo stato di calamità per far fronte ai danni arrecati dall'evento meteo. Ma non solo. Casson torna a chiedere a gran voce il rifinanziamento della Legge Speciale, unica garanzia legislativa di un trattamento "speciale" per la fragilità territoriale di Venezia e Chioggia. Ne ha parlato anche durante la notte quand'era al telefono con il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. «Ci siamo fatti forza a vicenda», racconta Casson, «in questo caso la peggio è stata per Chioggia. Abbiamo necessità che il Governo comprenda l'eccezionalità dei nostri territori, motivo che ha portato il legislatore a concederci la Legge Speciale. La salvaguardia di Venezia e Chioggia è considerata questione di preminente interesse nazionale. Bene, devono ricordarlo e ridarci i fondi per noi vitali della Legge Speciale». Casson ieri mattina ha fatto il giro dei negozi per raccogliere dai commercianti le segnalazioni sui danni, ha perlustrato le strade e le piazze e ha raggiunto l'arenile. «Ho visto un'erosione importante», rileva il sindaco, «di nuovo la nostra spiaggia si ritrova martoriata dalla forza del mare e del vento. Anche qui mi tocca constatare che i progetti per realizzare interventi strutturali di difesa della costa sono pronti, siamo nella fase della Via regionale, ma non ci sono i finanziamenti. Non possiamo permetterci ad ogni evento meteo di correre ai ripari con interventi tampone che alla prima mareggiata scompaiono». Ai danni ambientali si sommano i danni ai negozi, dove l'acqua ha scavalcato anche le paratie stagne travolgendo merci e elettrodomestici nei bar, e alle abitazioni con cantine, scantinati, garage e pianiterra allagati. «Chiederemo lo stato di calamità naturale», assicura Casson, «la città non può sopportare da sola un disastro del genere. L'acqua alta è un fenomeno naturale, ma a questi livelli diventa una catastrofe che non possiamo arginare in alcuna maniera. Non possiamo in questa fase quantificare esattamente i danni perché dovremmo raccogliere le singole segnalazioni dei commercianti e degli artigiani, ma si tratta di certo di tuoni di euro. Solo nell'arenile la situazione è a dir poco drammatica». Dalla maggioranza arriva anche la richiesta al Governo di poter derogare al Patto di stabilità per far fronte all'emergenza senza dover gravare sulle tasche dei soli cittadini chioggiotti. In particolare si chiede di poter mettere mano ai quei famosi 45 milioni di euro di residui della Legge Speciale già nelle casse del Comune, ma immobilizzati per i vincoli del Patto. Scettici sull'esito della richiesta dello stato di calamità i commercianti che già nelle emergenze degli anni scorsi non hanno ottenuto indennizzi. Al momento negozianti e baristi dei centri storici di Chioggia e Sottomarina si sono rimboccati le maniche e per tutta la notte hanno fatto fronte da soli all'emergenza cercando di portare in salvo la merce e limitare i danni.
CHIOGGIA - Stato di calamità naturale Danni per milioni di euro
Il sindaco di Chioggia, Giuseppe Casson, ha chiesto lo stato di calamità naturale per i danni causati dall'acqua alta eccezionale che ha colpito la città e i suoi centri storici. La marea ha raggiunto un picco di 164 centimetri, causando danni significativi alle abitazioni, negozi e strade. Casson ha anche richiesto il rifinanziamento della Legge Speciale, unica garanzia legislativa per la fragilità territoriale di Venezia e Chioggia. Ha affermato che la salvaguardia di Venezia e Chioggia è considerata questione di preminente interesse nazionale e che il Governo deve comprendere l'eccezionalità dei territori per fornire i fondi necessari.
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