Un silenzio assordante da istituzioni e sindacati sulle grandi navi crociera, oltre novemila addetti a rischio per problemi estetici. Il Ministro Clini a Roma alla presentazione del libro "A Venezia dal mare", dove si dimostra l'inconsistenza di tutte le accuse al traffico in questione, ha detto "non mi piace che le grandi navi crociera passino per il bacino di San Marco". Anche il governatore Vendola per le navi crociera, forse perché interessato allo spostamento da Venezia a Bari del ruolo di home port Adriatico, dichiara che "Venezia è quotidianamente violentata dal passaggio dei grattaceli del mare e la sua incolumità messa a rischio"; anche la cantante Vanoni e l'on. Franceschini ritengono "brutto il passaggio delle grandi navi...". Tutti pareri estetici o interessati, comunque gratuiti senza entrare nel merito dei dati tecnici, ma ciò che mi stupisce di più è il silenzio assordante dei sindacati, delle istituzioni e delle organizzazioni imprenditoriali come Confindustria e Camera di Commercio. In un momento di grave crisi dei traffici commerciali, industriali e petroli a Venezia, solo il traffico crocieristico funziona benissimo, tale traffico però ha bisogno di programmazione ed i programmi del settore si fanno due o tre anni in anticipo, mentre a Venezia siamo bombardati dai media in negativo, questi ultimi su spinta di pochi soggetti che stanno compromettendo il posto di lavoro di almeno tremila addetti diretti e settemila indiretti. I traffici complessivi del porto rispetto al 2006 in cui si svilupparono 31 milioni di tonnellate. Si attesteranno nel 2012 a 24 milioni di tonnellate e, con la chiusura della raffineria ETTI, nel 2013 andranno sotto i venti milioni di tonnellate (-40 ) Difendere il traffico delle crociere significa difendere anche tutti i traffici che gravitano a Porto Marghera; è importante affermare che il traffico crociere, grazie all'Autorità Marittima, all'Autorità Portuale, al VTP ed a tutti i lavoratori addetti, si svolge a Venezia secondo criteri di massima sicurezza. Ricordo a tutti ed in particolare ai veneziani che negli anni Settanta transitavano per il bacino di San Marco, destinate a Marittima e a Marghera, ben 12.000 navi (petroliere, chimichiere, gasiere, merci pericolose, ecc.), il canale Malamocco-Marghera ha permesso l'emissione dell'ord. 351977 della Capitaneria di porto che ha deviato da San Marco oltre 9.000 transiti, rivelandosi come l'intervento più importante di salvaguardia e tutela della città e della laguna, ma questo canale è stato ed è sempre criticato. Oggi arrivano a Marittima 663 navi crociera di varie dimensioni e 200 navi merci-passeggeri destinate a breve a fare scalo a Marghera, sono dati questi che si commentano da soli. Circa il canale Malamocco Marghera credo che l'unico aspetto negativo stia nel fatto che non è stato marginato lato laguna, intervento peraltro previsto in origine ma sempre contestato. Oggi quindi il traffico crocieristico a Venezia è una enorme fortuna che tutti ci invidiano e che ci permetterà di difendere l'occupazione e sostenere l'attività di Porto Marghera, nell'attesa e nella speranza di una tempestiva ripresa dell'economia e della produzione industriale. Personalmente sono preoccupato perché penso che l'attività crocieristica di Marittima possa giungere nel breve a saturazione mentre siamo di fatto impossibilitati a dare agli armatori certezze per il presente e garanzie per il futuro; da subito suggerirei di riutilizzare la Riva 7 Martiri per le navi che trasportano passeggeri in transito, cioè ricchi americani, inglesi, canadesi, australiani, ecc. , che vengono per visitare la città e quindi spendono a terra e possono contribuire a rivitalizzare la zona di Castello Est dove mi risulta che i commercianti sarebbero ben favorevoli per tale scelta; per gli yacht suggerirei invece la darsena grande dell'Arsenale attrezzata alla bisogna.
VENEZIA - Navi da crociera, il silenzio assordante di sindacati e istituzioni
Il Ministro Clini ha espresso preoccupazione per il traffico delle grandi navi crociera a Venezia, ma il governatore Vendola e altri hanno difeso il traffico, affermando che è sicuro e non danneggia la città. I sindacati e le istituzioni sono stati silenziosi su questo tema. Il traffico delle crociere è un fattore economico importante per la città, e difenderlo significa difendere anche gli altri traffici che gravitano a Porto Marghera. Il canale Malamocco-Marghera è stato utilizzato per deviare i transiti di navi da San Marco, salvaguardando la città e la laguna.
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