In relazione all'articolo apparso sabato dal titolo "Musei e palazzi inaccessibili. Quando l'arte diventa proibita", la Fondazione Musei Civici ritiene utile fornire alcune precisazioni. La Fondazione prosegue l'attività iniziata dall'Amministrazione Comunale (come Musei Civici Veneziani) per l'abbattimento delle barriere architettoniche, tanto che le sue 11 sedi attualmente sono quasi tutte dotate di ascensori o dispositivi saliscale e dunque completamente accessibili. Tuttavia, da quanto emerso nell'articolo, appare necessario distinguere tra una situazione di origine "ambientale", da ascriversi cioè alla particolare conformazione territoriale della città (e dunque di mera competenza dell'Amministrazione, con cui la Fondazione è in continuo dialogo), dagli sforzi mirati ad ovviare alle problematiche sull'accessibilità delle proprie sedi. È utile qui ricordare i recenti restauri che hanno interessato i musei di Storia Naturale, Fortuny e Merletto, tutti ora completamente accessibili ai disabili e in generale i lavori di adeguamento che in questi anni hanno interessato le sedi. Va inoltre precisato che il sito web della Fondazione fornisce informazioni dettagliate e utili alla visita dei suoi singoli musei ma non vi si legge che "tutti i musei sono accessibili". All'accessibilità è dedicata una voce specifica dal menù "pianifica la tua visita", dove sono incluse note sulle "barriere architettoniche" (con info su ascensori, se presenti, o a capienza limitata, su dispositivi saliscale o numeri da contattare prima della visita). Non corrispondono invece a verità le affermazioni su Casa Goldoni e Ca' Pesaro, essendo entrambe le sedi completamente accessibili alle persone disabili. La Fondazione Musei, da sempre sensibile alle problematiche dell'accessibilità, continua ad operare in piena sinergia con l'Amministrazione Comunale e gli organismi di tutela del patrimonio culturale, con l'obiettivo di favorire la piena fruizione del suo immenso patrimonio culturale da parte di tutti. Fondazione Musei civici.