Parla, finalmente, di rilanciare al progetto per la nuova uscita degli Uffizi di Arata Isozaki, il ministero per i Beni Culturali. «Alla luce dei ritrovamenti archeologici» dice il comunicato ufficiale, «il progetto dell'architetto Isozaki non è più eseguibile». Era tempo che si mettesse fine alla penosa vicenda di cui, si era fatto alfiere Vittorio Sgarbi al tempo in cui era sottosegretario. Il progetto dell'architetto giapponese, contro il quale si era levato un coro di proteste, non era brutto, era incongruo al luogo; sproporzionato rispetto alla piazza; invasivo con quella enorme loggia giusto sulla linea prospettica fra la grande serliana della Biblioteca Magliabechiana e Palazzo Vecchio. Firenze in questi ultimi anni - grazie ad un'amministrazione che interpreta il progressismo come cultura della sopraffazione del nuovo sull'antico - ha tentato di aggiudicarsi il primato della cialtroneria: ultima in ordine di tempo la questione del parcheggio e annesso centro commerciale in cemento armato alla Fortezza da Basso, costruito così a ridosso delle mura seicentesche, da nascondere alla vista. Anche in questo caso, proteste da ogni parte fino alla decisione di buttar giù tutto. Al contribuente l'onere di pagare i danni.
Salvi, per ora, gli Uffizi
Parla, finalmente, di rilanciare al progetto per la nuova uscita degli Uffizi di Arata Isozaki, il ministero per i Beni Culturali. Alla luce dei ritrovamenti archeologici dice il comunicato ufficiale, il progetto dell'architetto Isozaki non è più eseguibile. Era tempo che si mettesse fine alla penosa vicenda di cui, si era fatto alfiere Vittorio Sgarbi al tempo in cui era sottosegretario. Il progetto dell'architetto giapponese, contro il quale si era levato un coro di proteste, non era brutto, era incongruo al luogo; sproporzionato rispetto alla piazza; invasivo con quella enorme loggia giusto sulla linea prospettica fra la grande serliana della Biblioteca Magliabechiana e Palazzo Vecchio. Firenze in questi ultimi anni - grazie ad un'amministrazione che interpreta il progressismo come cultura della sopraffazione del nuovo sull'antico - ha tentato di aggiudicarsi il primato della cialtroneria: ultima in ordine di tempo la questione del parcheggio e annesso centro commerciale in cemento armato alla Fortezza da Basso, costruito così a ridosso delle mura seicentesche, da nascondere alla vista. Anche in questo caso, proteste da ogni parte fino alla decisione di buttar giù tutto. Al contribuente l'onere di pagare i danni.
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