La Diocesi lancia un appello per il restauro delle opere che erano state rubate nella chiesa di San Nicola, esprimendo gratitudine ai militari dell'Arma che hanno ripreso la maggior parte della refurtiva. «Siamo grati ai carabinieri - afferma mons. Piero Messana, direttore dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi - per l'importante operazione di recupero; si ricostituisce così il ricco corredo artistico della chiesa di San Nicola, che all'interno della storia e dell'identità della città ha un ruolo di primaria importanza». Il luogo di culto, tra i più antichi del capoluogo, è chiuso da circa dieci anni fra lavori di restauro e contenziosi, ma «lo shock che la Chiesa e la città hanno subìto - secondo Messana - ha portato ad una presa di coscienza collettiva che si spera consentirà la riapertura della chiesa in tempi brevissimi». L'antico edificio, chiuso per problemi burocratici che hanno impedito la consegna dei lavori, è destinato a diventare sede del Museo diocesano. «In questo momento ci interessa creare sinergie e convergenza per raggiungere l'obiettivo» riprende il direttore dell'Ufficio beni culturali ricordando che «tutto il corredo artistico di San Nicola era stato restaurato a regola d'arte e aspettava solo di essere fruito dalla città e dai turisti», mentre adesso le tele sono gravemente lesionate. In quest'ottica, Messana rivolge «un appello ai restauratori della provincia, perché prestino la loro opera generosamente per le operazioni di restauro necessarie», confidando nella «ottima collaborazione che da anni si registra tra Soprintendenza, restauratori e Ufficio Beni Culturali della Diocesi - conclude - affinché le opere recuperate, con il concorso generoso di tutti, possano essere ricollocate al più presto». 01112012