Distratti, troppo distratti. «Questa disattenzione deve finire», attacca Daniele Corticelli de 'La tua Bologna'. Mette in fila: portici, museo di San Luca, candidatura Unesco. Se la prende: «Lunedì mattina, in commissione, non è intervenuto nessuno della giunta». Perché è stato Corticelli a sollevare il caso del comitato scaduto da otto mesi. Ricorda: «L'ex presidente, l'architetto Renato Sabbi, ha spedito raccomandate su raccomandate al Comune. Nessuno gli ha risposto. Lo stesso museo ha i suoi problemi. Fernando Lanzi, il direttore, ha fatto un lungo elenco di cose che andrebbero sistemate. A cominciare dalla porta». Pensare che se ne sono accorti persino i cinesi, al plurale. «Hanno finanziato con tremila euro una pittura dell'Annunciazione», ricorda Sabbi. L'interesse è sempre vivo. Sulla posta elettronica dell'architetto, dalla comunità gli chiedono gli orari del pulmino che sale al colle della Guardia. E cosa ha fatto lui? «Sono andato a copiarli alla fermata, non si trovavano da nessun'altra parte», sospira. Il presidente del comitato è nominato dal sindaco. Sabbi ha incontrato Sergio Cofferati alla 'perticata' di novembre. «Stiamo provvedendo», la rassicurò. Poi, più niente. Raccoglie il grido di dolore sui portici di San Luca e della città il deputato dei Verdi Paolo Cento. Scrive in un'interrogazione al ministro Urbani. Raccoglie l'appello del nostro giornale e chiede al responsabile dei Beni Culturali di inserirli fra i beni protetti dall'Unesco. «Questi archi è convinto con i portici che si snodano in gran parte della città, sono un unicum di architettura urbana che devono essere salvati, assolutamente, e recuperati al degrado che inevitabilmente li sta corrodendo». Qualcuno, intanto, comincia a organizzarsi. Alberto Zanni, presidente dell'Uppi, ha aperto una sottoscrizione «rivolta anche a tutti i proprietari immobiliari, per una raccolta di fondi da destinare al restauro e alla manutenzione del tratto di portico fra l'arco del Meloncello e la basilica». Somma che alla fine l'Uppi raddoppierà. Con la chiosa che «il portico è un luogo di uso pubblico, con diritto di passaggio di tutti ma di proprietà privata, quindi gli interventi di manutenzione e restauro sono a carico del proprietario. Ma in quel tratto la regola non vale perché non vi sono immobili». Per Bruno Filetti, presidente dell'Ascom, salvare i portici di San Luca e iscriverli nel patrimonio dell'Unesco è un'iniziativa utile e importante, ma può funzionare solo se catalizza una parte prevalente della città. E non dimentichiamo che occorrono grandi risorse. La nostra associazione è disponibile ad essere parte attiva nell'iniziativa del Carlino. I portici sono un patrimonio unico. Per prima cosa occorre fermare il degrado, altrimenti l'impresa di salvataggio diventa titanica». L'architetto Pierluigi Cervellati. intervenendo sul nostro giornale, ha sottolineato come lo stato dei portici rifletta quello della città. «Sono molto d'accordo sottolinea Corticelli . Lunedì porteremo l'argomento in consiglio comunale».
È un patrimonio in agonia
Daniele Corticelli, un cittadino di Bologna, ha sollevato il caso dei portici di San Luca, che sono stati in decomposizione per otto mesi. Ha inviato raccomandate al Comune, ma non ha ricevuto risposta. Corticelli ha anche parlato con il direttore del museo di San Luca, Fernando Lanzi, che ha elencato problemi come la porta del museo e la pittura dell'Annunciazione finanziata dai cinesi. Il presidente del comitato di portici, nominato dal sindaco, non ha fatto nulla. Corticelli ha chiesto al ministro Urbani di inserire i portici fra i beni protetti dall'Unesco.
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