La novità L'assessore Barbanente: "Una legge che cambia gli standard di qualità" PROGRAMMAZIONE condivisa, integrazione col territorio e standard minimi di qualità: sono queste le linee di indirizzo della nuova legge regionale sui Beni culturali voluta dall'assessore Angela Barbanente e in dirittura d'arrivo. «Sarà una radicale rivoluzione per assicurare regole certe e - annuncia colmare un vuoto legislativo che risale alla fine degli anni Settanta ». Non solo. La nuova legge porterà all'adeguamento al codice dei Beni culturali del 2004. Regole certe e inedite per i luoghi della cultura. Ad assicurarle, attraverso un percorso, che l'assessore regionale Angela Barbanente ha voluto fosse partecipato, sarà la nuova legge sui beni culturali, ormai in dirittura d'arrivo a fronte di un quadro normativo che, in Puglia, è rimasto fermo al 1979. «Colma un ritardo notevole, visto che le ultime norme risalgono alla fine degli anni Settanta e - premette Barbanente - avevamo necessità di adeguarle al codice dei Beni culturali entrato in vigore nel 2004». A beneficiarne saranno dunque biblioteche, musei, archivi e non solo. «Questa legge assume un'idea, facendola propria, del bene culturale come patrimonio profondamente legato al contesto nel quale si colloca. Possiamo dunque dire che una parola chiave sarà quella dell'integrazione, nei termini di sinergie e complemen-tarietà fra i beni culturali così come sono definiti dal Codice. Un'integrazione peraltro da realizzarsi anche con i beni naturalistici e il sistema produttivo, in un'ottica che li considera da un lato come servizi ai cittadini per conseguire obiettivi di coesione e inclusione sociale e dall'altro come infrastrutture per promuovere lo sviluppo. Perché nella società della conoscenza i luoghi della cultura, dai musei alle biblioteche, sono essenziali per far crescere creatività, competenze e sensibilità». Poli che fino a ieri sono stati un po' le cenerentole del caso e che, adesso, l'assessore ai Beni culturali mira a rivoluzionare abdicando anche alla logica dei finanziamenti a pioggia mirati alla sopravvivenza. «Un altro aspetto inedito sarà la programmazione annuncia Barbanente - anche qui interpretata come attività condivisa. La Regione elaborerà un programma triennale che si attuerà attraverso piani annuali, quindi ci sarà una scadenza secondo regolamenti nuovi che consentirà a tutti gli enti di presentare progetti all'amministrazione che, per meglio operare, si doterà di una commissione regionale tecnico-scientifica per i beni e servizi culturali, utile a suggerire pareri e linee di indirizzo sui programmi e standard dei luoghi di cultura». Un comitato dei saggi con funzioni di natura consultiva che, negli intenti della Regione, avrà al suo interno docenti universitari, esperti del settore e operatori culturali. Fatto poi assolutamente innovativo sarà l'introduzione degli standard minimi per i servizi e la qualità: un requisito necessario perché un museo, una biblioteca o un'area archeologica possa beneficiare dei finanziamenti regionali. «Non riguarderanno soltanto la dotazione di strumenti e tecnologia ma - chiarisce l'assessore - l'accessibilità a 360 gradi e qui penso alla fruizione online a distanza come alla capacità di accogliere i disabili con rampe ad hoc o alle postazioni per non vedenti». Quanto al carattere della declinazione nuova e condivisa della programmazione, insiste l'assessore, «sarà intesa in due direzioni, dall'alto verso il basso, ovvero la Regione propone e verifica l'attuazione o, ancora, programma insieme con gli altri attori che si tratti degli enti locali come delle associazioni che magari nei piccoli centri riescono a tenere in vita le biblioteche. Il problema non sono state le risorse visto che possiamo contare su bilancio autonomi, fondi statali e comunitari, ma l'assenza di una pianificazione integrata. Troppo spesso le programmazioni sono state fra loro completamente scoordinate, anche all'interno della stessa Regione. Con la nuova legge porremo i presupposti perché gli interventi possano essere considerati in rete e complementari». Non mancano esempi, in tal senso. «La biblioteca nazionale di Bari - denuncia - è un caso clamoroso di come non ci si sia preoccupati della qualità del servizio, dinanzi a un evidente crollo di utenza all'indomani del trasloco nella nuova sede. Ora l'attuale contenitore, rispetto all'Ateneo, è senza dubbio un'altra cosa ma è poco accessibile, in virtù della sua collocazione periferica. Quando penso, allora, all'importanza dell'integrazione come metodo immagino, in una circostanza come questa, di facilitare collegamenti diretti, attraverso mezzi pubblici, con la Nazionale».
PUGLIA -Spazio alla cultura e alle arti "Nasce la rete della conoscenza"
Riassunto in 200 parole:
L'assessore Angela Barbanente ha presentato una legge regionale sui Beni culturali che mira a creare regole certe e inedite per i luoghi della cultura. La legge, che è in dirittura d'arrivo, colmerà un vuoto legislativo che risale alla fine degli anni Settanta. La legge porterà all'adeguamento al codice dei Beni culturali del 2004 e introdurrà standard minimi per i servizi e la qualità. Questi standard riguarderanno la dotazione di strumenti e tecnologia, l'accessibilità a 360 gradi e la capacità di accogliere i disabili. La legge introduce anche un'idea di integrazione dei beni culturali con i beni naturalistici e il sistema produttivo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo