Il mare di Gela continua a restituire preziosi reperti di età greca. Un'antefissa con testa di Gorgone di presumibile età classica è stata consegnata ieri al direttore del parco archeologico regionale di Gela arch. Ennio Turco dal presidente dell' Associazione Ambiente e sviluppo Franco Cassarino. Lo stesso ha riferito di averla trovata a mare nella zona di Bulala, l' area che, come è noto, ospita tre relitti di età greco arcaica di cui uno quello scoperto nel 1988 è stato interamente portato a terra ed il cui restauro è alle battute finali. L' associazione di Cassarino che ha sub e strumenti per l' attività subacquea non è nuova a scoperte del genere ed ha più volte collaborato con la Soprintendenza del mare e con le istituzioni nel recupero di reperti custoditi dal mare. Pare che proprio il mese scorso Cassarino abbia consegnato al museo due lekythos attiche a figure rosse anche queste strappate al mare che le ha mantenute perfettamente integre. Anche la Gorgone portata ieri al museo è in uno stato di conservazione buono a parte qualche manchevolezza nella parte centrale vicino alla bocca. Le antefisse in terracotta in età greca venivano usate come parte teerminale degli edifici e come decorazione dei templi. La Gorgone è una figura che ha ilpotere di allontanare il male. Il mare di Bulala si rivela uno scrigno di meraviglie e i reperti portati alla luce possono essere una parte del carico di una delle due navi che giacciono nei fondali sabbiosi. Un carico di merce anche preziosa, oltre che di uso comune, che dalla Grecia arrivava all' emporio di Bosco Littorio per essere venduta in loco o per essere smistata nell'entroterra. Spesso si trattava anche di opere su ordinazione. La Soprintendenza del mare e la Casputaneria di Porto hanno creato nella zona incui giacciono i relitti antichi una zona marina protetta dove sono vietate varie attività. L' area del secondo relitto è stata ricoperta lo scorso anno con un maxi telone ma poi sono stati trovati segni di effrazione. Sul come e quando recuperare i relitti non si hanno certezze. Il Soprintendente Tusa ha solo annunciato che e' in contatto con Università americane che sono intenzionate a venire a Gela ad effettuare gli scavi archeologici a mare. Prima di portare a terra il relitto infatti bisogna scavare per cercare il carico e fare i rilievi necessari agli studi successivi sull'imbarcazione ed i motivi per cui è affondata. Nei prossimi giorni è atteso al museo l' arrivo del dott. Tusa per programmare alcune attività a Bulala. L. M. 31102012