MANTENERE l'Italia a questi costi pare sia diventato un lusso eccessivo per gli italiani. Liguri ovviamente compresi. Quasi due terzi degli utili dell'impresa vanno a finanziare il sistema Paese. Il lavoro dipendente offre in olocausto alla necessità pubblica quasi cinque mesi del proprio lavoro. In Liguria lavorano, alle dipendenze di Stato ed enti pubblici, 49 mila persone. La percentuale dice che un cittadino della regione su 37 (neonati compresi) prende lo stipendio dalla Repubblica Italiana. Forse, utilizzando un settore guida dell'economia ligure come il turismo, potrebbe aiutare. "Choosy" o no, il turismo è da sempre propulsore di assunzioni a poco tempo e a pochi soldi. Ma il turismo va sostenuto, con iniziative forti e soprattutto sostenibili. L'arte, in Italia, contempla entrambi gli aggettivi. Ed il settore, che potrebbe portare non solo nuova occupazione "utile", ma saldi attivi ai conti dello Stato, rimane relegato in una posizione di sostanziale bassa incidenza e di pochissima importanza. Leggere i numeri aiuta. In Italia disponiamo di 4739 musei (e istituzioni similari), circa 5700 beni immobili archeologici vincolati, 46 mila beni architettonici vincolati, oltre 62mila archivi, più di 12 mila biblioteche. E che richiamano. Confronto di numeri? Prendiamo Londra preolimpica, cioè la capitale inglese in tempi normali. L'anno scorso tra British Museum, VA e National Gallery gli ingressi sono stati 7,3 milioni. Il solo "nucleo" Colosseo Palatino Foro Romano ne ha contati quasi 5 milioni. Il Ministero per i beni e le attività culturali affida questo universo di cultura ha meno di 20 mila dipendenti, con un'età media di 51 anni. Tra questi si contano meno di 350 archeologi, circa 280 restauratori, circa 500 storici dell'arte. Nella media 1000 dipendenti per regione. In sostanza un totale di addetti al patrimonio artistico più ricco del mondo che se la gioca con la somma delle sole Guardie Forestali di sole due o tre regioni. Essere choosy lo si deve dove non c'è altro da fare. Ma in Italia posti di lavoro importanti nel campo dei beni culturali ce ne sarebbero moltissimi. E non (o non solo) da statali. Avrebbero un effetto volano e di trascinamento sul richiamo turistico di valore inestimabile. Uno tra gli esempi in Italia: il museo Egizio di Torino. Privatizzato nel 2006, già dal primo anno di gestione non pubblica del Museo, il numero dei visitatori è più che raddoppiato (530 mila). Quest'anno il museo è in settima posizione tra i musei più frequentati in Italia (577 mila visitatori). Nonostante più del 50 dei visitatori di questo museo non abbia dovuto pagare il biglietto d'entrata (la tariffa è imposta dallo Stato), il museo è riuscito a creare importanti entrate tanto grazie a un'ampia offerta di attività educative quanto attraverso le notevoli vendite di gadget. La quota fissa annuale l'"Egizio" riceve come sovvenzione (non dallo Stato, ma da Comune e Provincia di Torino, Regione Piemonte e due Fondazioni bancarie) ammonta in totale a 600 mila euro annui. A conti fatti le entrate combinate generate dal Museo stesso nello scorso anno hanno coperto più dell'80 del budget ordinario dello stesso anno (2,8 milioni). Dato in miglioramento. A breve sarà autonomo. Se ci si convincesse che la privatizzazione "dell'arte" si applica, come si applica, alla gestione e non proprietà dei beni (che restano sempre di proprietà dello stato) quanti posti di lavoro dignitosi e privati si potrebbero creare a supporto dell'arte stessa e del turismo di cultura? Quanto risparmierebbe lo Stato e quanto guadagnerebbe in ogni senso il territorio?
LIGURIA - Privatizzare anche l'arte strategia anti-recessione per rilanciare il Paese
L'Italia sta spendendo quasi due terzi degli utili dell'impresa per finanziare il sistema pubblico. Il lavoro dipendente offre solo cinque mesi del proprio lavoro per soddisfare la necessità pubblica. In Liguria, 49.000 persone lavorano per lo Stato e gli enti pubblici, con un cittadino su 37 prendendo lo stipendio dalla Repubblica Italiana. Il turismo potrebbe aiutare, ma il settore è relegato a una posizione di bassa incidenza. L'arte è un settore che potrebbe portare nuove occupazioni e entrate per lo Stato. In Italia ci sono 4739 musei, 5700 beni immobili archeologici, 46.000 beni architettonici vincolati e 62.
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