PROTEZIONE per le barche oppure ennesima trasformazione del paesaggio e cavallo di Troia per far sbarcare i croceristi? Fa discutere, per vari motivi, il progetto per il prolungamento di 50 metri del molo di sopraflutto del porto di Camogli. In questi giorni, tutto l' incartamento è approdato negli uffici della Regione per il cosiddetto screening di Via. In altre parole, un esame da parte dei tecnici di via Fieschi che dovranno decidere se licenziare il progetto così com' è, oppure sottoporlo alla Valutazione d' Impatto Ambientale vera e propria. Un compito non facile per la Regione, che potrebbe trovarsi sotto pressione considerato che i tre milioni di euro, messi a disposizione dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, se il progetto non avrà tutte le autorizzazioni entro fine dicembre, potrebbero essere dirottati su altre regioni italiane. Gli atti sono stati depositati il 10 ottobre, e da quella data erano 45 i giorni disponibili per eventuali osservazioni da parte di associazioni o cittadini. Comitati di residenti e associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Wwf) in queste ore stanno esaminando il progetto scaricabile dal sito Internet della Regione Liguria. Quello di Camogli è uno dei cosiddetti "porti rifugio" della costa ligure, e proprio come sta già accadendo per quello di Santa Margherita, una delle questioni fondamentali è la modifica del paesaggio che introduce un prolungamento del molo di 50 metri. Un dubbio che resta in molti, nonostante la relazione depositata sostenga che: «Detta soluzione progettuale permette di perseguire gli obiettivi progettuali di difesa e di miglioramento della funzionalità dell' approdo, senza impatti significativi sul contesto paesaggistico e ambientale». Oltre alle questioni tecniche, c' è chi, tra gli ambientalisti, sottolinea come il progetto porti la firma degli ingegneri Francesco Caldanie Alessandro Pentimalli, dirigenti del provveditorato alle Opere Pubbliche della Liguria entrambi indagati (il secondo con addebiti meno pesanti) nell' inchiesta della procura di Genova su presunti episodi di corruzione. Un altro aspetto sul quale si interroga Camogli è il possibile utilizzo futuro del prolungamento del molo. Anche se lo stesso sindaco della cittadina, Italo Mannucci, ha escluso che «possa servire a creare nuovi posti barca perché il suo fine è quello di mettere in sicurezza portoe avamporto», c' è chi ipotizza che un giorno la nuova scogliera possa trasformarsi in banchina dove scaricare, con i vaporetti,i turisti scesi dalle navi da crociera. Un business che molti camoglini invidiano alla vicina Portofino. E se è vero che il nuovo molo ridurrebbe gli effetti della risacca all' interno dello scalo, lo è altrettanto che a sollecitarne la realizzazione è soprattutto la lobby dei vaporetti turistici, diventati sempre più grossi con il passare degli anni, che si muovono con difficoltà nel piccolo bacinoe beneficerebbero quindi per primi di una riduzione del moto ondoso sia nel porto che nell' avamporto.
LIGURIA - Camogli, la battaglia del porticciolo lungo 'Così aprono alle crociere'
Il progetto per prolungare il molo di Camogli di 50 metri è stato depositato agli uffici della Regione Liguria per il screening di Via. Il progetto, che richiede 3 milioni di euro, potrebbe essere sottoposto alla Valutazione d' Impatto Ambientale se non riceve le autorizzazioni entro fine dicembre. Comitati di residenti e associazioni ambientaliste stanno esaminando il progetto. La modifica del paesaggio è una questione fondamentale, e gli ambientalisti sottolineano che gli ingegneri coinvolti nel progetto sono stati indagati per presunti episodi di corruzione.
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