Sei nuove sale che saranno inaugurate domani alla presenza del cardinale Bagnasco. Una è dedicata a Luca Cambiaso I visitatori associano all'idea di museo un concetto lontano dalla realtà: è una creatura in continua evoluzione PAOLA MARTINI, Curatrice del Museo Diocesano - ANNA ORLANDO CHI DICE che i musei sono qualcosa di statico e immobile nel tempo? Nient'affatto. Paola Martini, che compie in questi giorni il decimo compleanno come conservatore del Museo Diocesano, festeggia aprendo domani un'ala importante dello spazio inaugurato nel 2000. Grazie ai contributi della Compagnia di San Paolo, con 140 mila euro nel 2005 e 150 mila del 2009, si sono conclusi i lavori delle 6 sale del pian terreno, che si aggiungono al percorso del seminterrato e del primo piano. Una cinquantina di opere tra dipinti su tavola e su tela, argenti, ceramiche, sculture e tessuti, sono nuovamente visibili, sotto luci scenografiche e in un allestimento rinnovato. In "zona Cesarini" è intervenuta la Fondazione Garrone con 20 mila euro, alla quale la Diocesi si è appellata solo tre mesi fa. «Riccardo Garrone ha ritenuto doveroso dare una mano a questa realtà culturale così importante per Genova», spiega Paolo Corradi, segretario della fondazione. Perché è così importante questo museo? Lo spiega Grazia Di Natale, pro direttore dell'ufficio beni culturali della Diocesi: «Il nostro compito è accogliere le richieste da parte degli istituti religiosi per restauri. Cerchiamo i fondi e poi decidiamo se l'opera restaurata può ritornare da dove è venuta o se è meglio conservarla in museo, con le necessarie condizioni di temperatura umidità e sicurezza». Ecco perché vi si trovano capolavori come la pala d'altare di Antonio Semino e Teramo Piaggio che era custodita in antico nel monastero di Sant'Andrea, del quale oggi resta solo il chiostro dietro la casa di Colombo: una tavola monumentale, un tripudio di colori che hanno ripreso vita. In queste sale c'è anche il Perin del Vaga dal distrutto monastero di San Francesco di Castelletto: un'opera sofferta, svelata perché in passato ridipinta, è vero, ma pur sempre firmata del grande allievo di Raffaello, chiamato da Andrea Doria a lavorare per lui. L'ultima delle sei nuove sale è dedicata a Luca Cambiaso, il maestro del Cinquecento, vero genio precursore del realismo seicentesco: notturni, luci artificiali, chiaroscuri delicati. L'ambiente infatti è di per sé suggestivo perché svela le tracce del tempo. Vi abitavano i canonici della cattedrale, ossia quella comunità di preti secolari al servizio full time della prima chiesa cittadina, come una comunità monastica, fino al1923. Il chiostro ingloba addirittura di una casa romana e di un edificio delX secolo, fino alla struttura romanica del XIII secolo. E' qui che trovano ospitalità, per qualche mese o in modo permanente, capolavori d'arte sacra che questa sera illustrerà anche il cardinale Angelo Bagnasco in un singolare discorso in occasione del taglio del nastro previsto per le 16.00. Da domani poi, negli orari del museo (dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18), la sorpresa è per tutti i visitatori.
GENOVA - Cinquanta opere per la nuova ala del Museo Diocesano
Domani, alla presenza del cardinale Bagnasco, saranno inaugurate sei nuove sale al Museo Diocesano di Genova. Le sale sono state realizzate grazie ai contributi della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Garrone. Le opere esposte includono dipinti, argenti, ceramiche, sculture e tessuti, tra cui capolavori come la pala d'altare di Antonio Semino e Teramo Piaggio e il Perin del Vaga. Una delle sale è dedicata a Luca Cambiaso, il maestro del Cinquecento. Il museo è stato inaugurato nel 2000 e ha subito lavori di ristrutturazione e ampliamento. Il cardinale Bagnasco sarà presente per tagliare il nastro e per discutere con i visitatori.
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