Del cane che si morde la coda, ovvero del Circo Massimo. Da sempre un luogo squallido in pieno centro, così lasciato da varie amministrazioni per potervi fare manifestazioni di massa di ogni genere. Lo spaesamento giunge tuttavia al massimo alla notizia che il maggior monumento di Roma potrebbe essere trasformato in fondovalle alpino, dove il Monte Rosa è il Palatino e il Circo Gressoney St. Jean, luogo ottimo per lo sci di fondo. L'incultura elargisce la finta libertà del cattivo gusto, entro un presente privo di visioni su passato e futuro che abbiano il senso della storia. Piacere al popolo il modo rozzo piace da sempre ai demagoghi. E noi Italiani, di ventennio in ventennio, continuiamo a sorbirceli. Beati? Una spruzzatina di finto bianco sulla marrana, con mammine festanti su pelli di foca costa meno di un serio progetto culturale. Meglio allora nessun progetto che una simile pacchianata; oppure meglio un grande progetto, che gradualmente si attua, come un tempo avveniva con le cattedrali, pietra dopo pietra. Per ridare qualità a un luogo degradato si potrebbero fare le seguenti cose (dette e ridette invano tante volte, come anche, ho da temere, sarà questa volta): 1) pedonalizzare via dei Cerchi, che è antica e che divideva le botteghe ai piedi dei palazzi imperiali (domus Augusti e Augustiana); 2) riaprire le scalae Caci, via Condotti dell'antico Palatino, e le scale a est della Schola Praeconum e del retrostante Pedagogium; 3) ritrovare l'ades Cereris alle falde dell'Aventino, luogo simbolo della plebe romana; 4) trasformare l'isolato di S. Maria in Cosmedin in un centro di studi e in un museo della città, partendo da un progetto scientifico (in senso storico-archeologico), che dovrebbe comprendere scavi nelle cantine (lì sono tre luoghi di culto di Ercole), un nuovo plastico della città tardo-antica e il museo (che deve essere non soltanto multimediale); 5) completare lo scavo di un terzo del Circo in modo da comprendere il Pulvinar (la loggia per gli dèi) e l'aedes Solis, individuando dall'altro lato i carceres da cui uscivano i carri; 6) infine un'ultima proposta: si potrebbero trasformare gli altri due terzi del Circo in una sorta di piazza di Siena, facendone innanzi tutto luogo bello per i Romani e dove in secondo luogo si potrebbero ammettere periodicamente concorsi ippici di livello (non sceneggiate con bighe). Intanto m'informano che in un tempio di Piazza Argentina è stato creato, con elementi abusivi, un collegium per le gattare. E mai possibile?
ROMA - Il Circo Massimo non è il Monte Rosa
Il Circo Massimo, un luogo storico e degradato a Roma, potrebbe essere trasformato in fondovalle alpino. L'autore propone diverse opzioni per la sua riqualificazione, tra cui la pedonalizzazione di via dei Cerchi, la riapertura delle scale Caci e la trasformazione dell'isolato di S. Maria in Cosmedin in un centro di studi e museo. L'autore critica la mancanza di progetti culturali significativi a Roma e propone un piano per la riqualificazione del Circo Massimo, che include lo scavo di un terzo del circo per comprendere il Pulvinar e l'aedes Solis, e la trasformazione degli altri due terzi in una piazza per concorsi ippici.
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