Antonio Gentile denuncia la mancata valorizzazione dell'Ipogeo Politi che custodisce affreschi e due sarcofagi di età tardo-romana Fra i tesori nascosti della città, vi è un sito a due passi dal museo archeologico «Paolo Orsi». Un ipogeo che si trova di fronte a uno degli ingressi del Santuario della Madonna delle Lacrime, lungo viale Teocrito, ma che è sconosciuto anche agli stessi siracusani, Nessuna indicazione nè pannello esplicativo per illustrare il monumento recitato da una ringhiera. «Si tratta di un bene turistico-culturale minore - dice Antonio Gentile, studioso e appassionato di arte e storia - che avrebbe diritto di assurgere a maggior dignità se inserito, per esempio, in una visita cumulativa collegata ad altro sito ma con un unico biglietto. Ciò perchè l'ipogeo si trova a due passi dal museo "Paolo Orsi" oltre che dalle Catacombe di San Giovanni». Il monumento, intitolato a Politi, si trova poco sotto il livello del manto stradale e, dunque, non visibile in maniera adeguata. «Eppure - aggiunge Gentile - si tratta di un sito importante: un monumento funerario di età tardo-romana rinvenuto dal pittore, antiquario e archeologo Vincenzo Politi nel 1826. Un luogo che ricade nel cuore di una zona nevralgica in termini di culto ipogeico considerate le vicine Catacombe di San Giovanni e i resti archeologici rinvenuti durante i lavori per la realizzazione del Santuario. All'interno dell'ipogeo di trovano due sarcofagi a testimonianza che gli usufruitori fossero appartenenti al ceto superiore e, quindi, nobilitati da un monumento funerario personale». Le pareti interne del monumento funerario sono decorate da affreschi raffiguranti rose, ghirlande, festoni. Visibile anche un affresco che ritrae una coppia di pavoni datato attorno al IV secolo d. C. forse riconducibile ai primordi dell'era cristiana e simile agli affreschi delle catacombe di San Giovanni e di Vigna Cassia. «Questo monumento - aggiunge Gentile - è stato adottato dall'VIII istituto comprensivo in accordo con la Soprintendenza, quale laboratorio formativo di cui sarebbe bello conoscere gli esiti». Il monumento è uno fra i numerosi che la città custodisce ma che non è valorizzato in maniera adeguata nonostante il suo valore e significato storico. i. d. b. 29102012