ROMA Una casa per i felini completamente abusiva nella zona archeologica di largo Argentina: nel cuore della Roma di epoca repubblicana è stata infatti costruita una struttura non a norma, sul cosiddetto tempio "D", il maggiore dei quattro dell'area sacra, databile al II secolo a. C. Una sorta di centro-laboratorio veterinario che ha occupato l'intera estensione della cella del tempio. Cento metri quadrati di superficie storica che per l'occasione è stata riadatta al nuovo uso con piastrelle moderne. Insorgono i Beni culturali: i gatti non si toccano a largo Argentina c'è la seconda colonia felina della città dopo quella del Verano ma la "nursery" abusiva rimane "inammissibile". Insomma, la Soprintendenza ai beni archeologici di Roma prende posizione. Già due anni fa aveva ribadito la necessità di spostare la struttura altrove, ora però annuncia l'ordine di sgombero immediato. Viene poi ribadito senza retorica che «i gatti in Soprintendenza sono venerati quasi come i monumenti antichi, ma sono gli abusi edilizi ai danni del patrimonio che danno fastidio».
ROMA - Roma, sotto sfratto le "gattare" dell'area archeologica di Torre Argentina
ROMA Una casa per i felini completamente abusiva nella zona archeologica di largo Argentina: nel cuore della Roma di epoca repubblicana è stata infatti costruita una struttura non a norma, sul cosiddetto tempio "D", il maggiore dei quattro dell'area sacra, databile al II secolo a. C. Una sorta di centro-laboratorio veterinario che ha occupato l'intera estensione della cella del tempio. Cento metri quadrati di superficie storica che per l'occasione è stata riadatta al nuovo uso con piastrelle moderne. Insorgono i Beni culturali: i gatti non si toccano a largo Argentina c'è la seconda colonia felina della città dopo quella del Verano ma la "nursery" abusiva rimane "inammissibile". Insomma, la Soprintendenza ai beni archeologici di Roma prende posizione. Già due anni fa aveva ribadito la necessità di spostare la struttura altrove, ora però annuncia l'ordine di sgombero immediato. Viene poi ribadito senza retorica che i gatti in Soprintendenza sono venerati quasi come i monumenti antichi, ma sono gli abusi edilizi ai danni del patrimonio che danno fastidio.
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