La Sovrintendente Codello: sfruttamento delle risorse, serve un piano di sostenibilità ambientale VENEZIA La città ha due facce, la prima è quella che comprende tutto ciò che ruota attorno al turismo, e si presenta luccicante, la seconda, che appartiene alla sfera della vita quotidiana è invece degradata: «Siamo di fronte a uno sfruttamento inaccettabile delle risorse». Così Renata Codello, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia ha aperto ieri il convegno al Lido su «Ripartire dall'Italia», organizzato da Uainot. Secondo uno studio, riportato da Codello, la città è apprezzata più per la sua unicità e la sua autenticità che per i beni artistici e paesaggistici. Negli anni Novanta si registravano 5 milioni di presenze l'anno, oggi il numero è salito a 20 milioni, con una media di 30 mila presenze giornaliere che toccano le 150 mila nei giorni di punta. Il degrado, spiega la soprintendente, si vede nell'usura fisica dei luoghi frequentati e nel fatto che i residenti sempre più si tengono alla larga da quegli stessi luoghi. «E' fondamentale integrare turismo e tutela delle risorse prosegue -. Ad esempio con un piano di sostenibilità urbana, e la messa a punto di strumenti che richiedano un contributo economico a chi lavora con il turismo». Poi c'è il tema della trasformazione delle attività commerciali, con l'aumento di negozi che vendono souvenir, e con la polarizzazione degli esercizi, da una parte quelli a bassa qualità, dall'altra le griffe. Anche in questo caso, dice Codello, esiste il risvolto della medaglia, in positivo: le grandi marche in centro storico «fanno investimenti di elevata qualità architettonica, che coinvolgono non solo il negozio, ma anche le aree limitrofe». Altro contributo importante viene dalle tre università veneziane (Ca' Foscari, Iuav, Marcianum) che riqualificano aree di-smesse, come le residenze universitarie di San Giobbe, dei Gesuiti, di Murano. Più difficili le cose nell'ambito della residenzialità: «E' impossibile trattenere i residenti in laguna, né si può fissare un prezzo controllato per le la vendita di abitazioni, al massimo si potrebbe prendere esempio dal Trentino Alto Adige, mettendo in vendita le case in una certa percentuale solo per i residenti». Al convegno si è parlato del porto turistico del Lido, contestato. L'architetto Carlo Magnani, direttore del Dipartimento Culture del Progetto dello Iuav, ha raccontato il nuovo parco del Lido (15 ettari, due darsene, due piscine, supermercato, yacht club, foresteria, ristorante panoramico, tutto integrato nell'area Sic di San Nicolò): «Parlare di ambiente naturale in laguna è un paradosso perchè c'è solo grazie a una straordinaria opera ingegneristiche che oggi esiste, altrimenti sarebbe stata interrata». Il progetto però è contestato dalle associazioni ambientaliste del Lido. Dice Salvatore Lihard: «Arriviamo al Lido e nessuna insegna ci dice dove siamo, ci accolgono i cantieri dei lavori, e oggi l'acqua alta sta erodendo la spiaggia, a dieci metri da qui c'è la voragine che ci ha svergognati nel mondo, un buco costato 40 milioni di euro, il progetto del porto è fuori luogo, i soldi vanno investiti diversamente. Per riqualificare il Lido serve un progetto unificato, non interventi spot».