Non solo roba da esperti e studiosi che scavano nel passato, l'archeologia guarda con occhio moderno e attento all'attualità e trova sempre spazio nella vita dei cittadini. Del rapporto tra questa disciplina e la società, dei contributi che essa può dare per il miglioramento della condizioni in campo sociale, economico e culturale si discuterà domani e martedì a Palazzo Vecchio nel primo congresso nazionale di Archeologia Pubblica. L'evento, organizzato dall'Università di Firenze e dal Comune di Firenze, prende spunto dalla necessità di ottimizzare al meglio l'immenso patrimonio artistico-archeologico italiano, come veicolo di sviluppo non solo economico, e vuole fornire strumenti culturali e manageriali per ripensare e reimpostare la gestione dei beni archeologici nel nostro Paese. Nei dibattiti, tavole rotonde e talk shows della due giorni interverranno archeologi, accademici, giornalisti, imprenditori, amministratori e scrittori: tra i circa 50 relatori saranno presenti Valerio Manfredi, archeologo e presentatore televisivo, e la firma del «Corriere della Sera» Gian Antonio Stella che un anno fa ha pubblicato un inchiesta sul sistema dei Beni culturali dal titolo «Vandali. L'assalto alle bellezze d'Italia». I lavori saranno aperti da Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte Costituzionale, che parlerà del rapporto tra Archeologia Pubblica e Costituzione.
Da Stella a Valerio Manfredi. Insieme per salvare l'archeologia
Non solo roba da esperti e studiosi che scavano nel passato, l'archeologia guarda con occhio moderno e attento all'attualità e trova sempre spazio nella vita dei cittadini. Del rapporto tra questa disciplina e la società, dei contributi che essa può dare per il miglioramento della condizioni in campo sociale, economico e culturale si discuterà domani e martedì a Palazzo Vecchio nel primo congresso nazionale di Archeologia Pubblica. L'evento, organizzato dall'Università di Firenze e dal Comune di Firenze, prende spunto dalla necessità di ottimizzare al meglio l'immenso patrimonio artistico-archeologico italiano, come veicolo di sviluppo non solo economico, e vuole fornire strumenti culturali e manageriali per ripensare e reimpostare la gestione dei beni archeologici nel nostro Paese. Nei dibattiti, tavole rotonde e talk shows della due giorni interverranno archeologi, accademici, giornalisti, imprenditori, amministratori e scrittori: tra i circa 50 relatori saranno presenti Valerio Manfredi, archeologo e presentatore televisivo, e la firma del Corriere della Sera Gian Antonio Stella che un anno fa ha pubblicato un inchiesta sul sistema dei Beni culturali dal titolo Vandali. L'assalto alle bellezze d'Italia. I lavori saranno aperti da Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte Costituzionale, che parlerà del rapporto tra Archeologia Pubblica e Costituzione.
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