Sessant'anni fa il Comune di Milano acquistò da un nobile romano la Pietà Rondanini di Michelangelo, meno nota dell'altra Pietà di San Pietro, così romana, barocca e scenografica, e decisamente più milanese nel suo essere non-finita, moderna e introspettiva. L'estate scorsa l'Assessore alla Cultura Stefano Boeri, insoddisfatto dell'alloggiamento per la Pietà creato nel 1956 dallo Studio BBPR, lo stesso della Torre Velasca, scrisse su Facebook: "Mi chiedo se non sia venuto il momento di offrirle una nuova visibilità, liberandola da quella elegante nicchia." E per liberarla, la manda nel carcere di San Vittore. Da aprile 2013, la scultura sarà posta nella Rotonda, il punto da cui si dipartono i sei raggi della galera. La scelta potrà stupire, ma consoliamoci pensando che è già qualcosa aver scelto la più romantica e colta delle prigioni milanesi, covo della mala nebbiosa cantata da Strehler, invece di quei freddi e apoetici cubi di cemento brutalista che sorgono a Opera o Bollate. Più volte si è lamentata in passato la difficile accessibilità per i disabili alla Pietà Rondanini, posta alla fine di un percorso di guerra fatto di lunghi corridoi e rampe in salita. In nome della democrazia il Comune ha deciso quindi di rendere l'opera inaccessibile a chiunque, non solo a chi si muove in carrozzina. Le visite alla scultura in gattabuia saranno brevissime, possibili solo su prenotazione e dopo aver fornito una serie di dati personali. E' lo stile Cenacolo: settimane di attesa, cinque minuti di visione svenevole e poi tutti fuori. Un sistema che si basa sulla stessa presunta esclusività dei locali di Corso Como: lunghe ore di attesa per entrare in una discoteca e trovarci Fabrizio. Corona Che avremo potuto trovare anche a San Vittore, se il fotografo non avesse scelto i servizi sociali. Negata al pubblico, l'opera sarà però sotto gli occhi dei detenuti, i quali potranno godere dell'arte durante l'ora d'aria e dimenticare così di essere stipati in 10 dentro celle pensate per 4. Sarà una sistemazione provvisoria, precisa il Comune. Giusto il tempo di trovare una nuova sede. Eppure sono state già proposte parecchie soluzioni. Emilio Tadini, artista che amava profondamente Milano, aveva suaggerito anni fa di tenere la Pietà Rondanini nel Castello, ma all'esterno, protetta da una cupola di vetro. Che idea assurda! In questo modo la potrebbero vedere tutti! Magari, se la cupola di vetro fosse oscurata come i finestrini delle auto dei vip che vanno in Corso Como...