L'ultima trovata dell'archistar Pd Boeri rinchiude la statua a San Vittore. Sel: «Ai carcerati serve altro» La Pietà Rondanini finisce in carcere. Dal prossimo aprile, per alcuni mesi, la scultura michelangelesca avrà una nuova collocazione: la Rotonda centrale all'interno del penitenziario di San Vittore. La decisione, riportata da Repubblica, è stata presa dall'assessore alla Cultura Stefano Boeri e ha avuto l'avvallo della Sovrintendenza alle Belle Arti, del Ministero dei Beni culturali e del Provveditorato regionale delle carceri. Un accordo comune a tutte le istituzioni, che ha però provocato una serie di reazioni contrastanti nel mondo politico e culturale. «I carcerati avrebbero più bisogno della carta igienica o di un'amnistia che della Pietà Rondanini», spiega Mirko Maiali, consigliere comunale di Sel. «Ma siccome Boeri non ha la carta igienica va bene così. Tutto ciò che solleva il problema carceri è ben visto dai detenuti. L'iniziativa può andare bene se è una cosa temporanea, tenere per sempre la statua nella Rotonda di San Vittore è complicato». Molto dubbioso anche il critico d'arte ed ex assessore alla Cultura Philippe Daverio: «Mi sembra una provocazione, una cosa curiosa. Questa città è un caso particolare: l'interesse principale di Milano è l'happy hour». L'aperitivo più delle condizioni carcerarie, si può azzardare. Il gesto simbolico del trasloco non piace neanche al capogruppo del Pdl a Palazzo Marino Carlo Masseroli: «Si tratta di una scelta che ha l'unico scopo di fare notizia». Il consigliere comunale spiega che «la posizione attuale è totalmente inadeguata rispetto all'importanza dell'opera. Dove si trova ora non la vede nessuno, è doveroso modificare questa collocazione infelice». Ma l'intenzione di trasferire l'opera dentro il carcere non convince: «È una decisione sbagliata perché non risolve certo la questione del sovraffollamento». Nelle intenzioni di Boeri, infatti, il trasloco dovrebbe aiutare a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della detenzione. Ma questo porterà ad un enorme deficit nel flusso dei turisti. La collocazione attuale della Pietà, che Michelangelo lasciò incompiuta nonostante un lavoro lungo 30 anni, non ha mai entusiasmato del tutto. La sala in cui si trova esposta ha una scarsa accessibilità a causa di barriere architettoniche. Eppure migliaia di visitatori arrivano da tutto il mondo per ammirarla. A San Vittore questo non sarà più possibile. Potranno accedere solo piccoli gruppi di turisti in giorni prestabiliti. E dovranno prenotare, lasciare i propri estremi anagrafici ed essere strettamente sorvegliati dalle guardie. Insomma, la Pietà smetterà di essere un'attrazione turistica. «Il carcere non è attrezzato per il turismo», afferma Masseroli «La statua diventerà meno usufruibile. Può essere importante per i carcerati, che potranno ammirarla ogni giorno, ma di sicuro non li aiuterà a far emergere le loro condizioni di vita». E rimane un altro problema, legato al dopo. Il carcere sarà una meta temporanea, poi si dovrà cercare una nuova posizione alla statua. L'ipotesi più accreditata è quella di un ritorno al Castello, ma in una diversa collocazione. Masseroli e molti altri propongono una piazza come naturale vetrina per l'opera. Daverio, ironicamente, azzarda: «Vogliamo metterla al posto del dito di Cattelan?». L'OPERA La Pietà Rondanini è una scultura marmorea alta 195 cm di Michelangelo Buonarroti, scolpita nel 1552 e che fu rilavorata dal 1555 fino a poche ore prima della morte dello scultore. IL TRASLOCO Conservata fin dal 1952 al Castello Sforzesco la scultura traslocherà nella Rotonda del carcere di San Vittore per alcuni mesi restando aperta ai visitatori grazie a tour guidati su prenotazione. IL PASSATO Contestata la vecchia posizione al Castello Sforzesco. Secondo alcuni critici d'arte l'allestimento non era consono all'importanza della scultura. IL FUTURO Non si esclude che dopo la visita a San Vittore, la Pietà Rondanini torni al Castello Sforzesco in un rinnovato allestimento.