Sul modello di Berlino e Londra, i tre principali musei milanesi in un chilometro MILANO. Berlino e Londra: i modelli sono prestigiosi. E altrettanto ambizioso il desiderio, meglio, la volontà di emularli. Berlino, ovvero la "Museuminsel": l'isola sabbiosa strappata alla Sprea che ospita una straordinaria concentrazione di cinque musei, in particolare il "Neues", raso al suolo dalla guerra e ricostruito nel 2009 a firma di David Chipperfield, e, soprattutto, il "Pergamon", un milione di visitatori ogni anno: un'acropoli contemporanea nel 1999 dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Londra, ovvero la zona di South Kensington, dove in poche yards si stagliano il "Victoria and Albert Museum", il "Natural History" e lo "Science Museum", all'ombra della Queen's Tower. Berlino, Londra. E perché non Milano? «Per riacquistare il suo posto fra le capitali della bellezza, la capitale italiana dell'economia coltiva un preciso progetto: "La via dell'arte", un percorso, meno di un chilometro, a misura di passeggio, quindi, una quindicina di minuti, che unisca i tre principali poli museali cittadini, Brera, Gallerie d'Italia, Palazzo Reale e Museo del Novecento. E proprio l'inaugurazione del Cantiere del 900, la sezione d'arte moderna che ha completato i due secoli di opere delle Gallerie, è ideale occasione per Stefano Boeri, assessore alla Cultura, per illustrare il progetto. Un progetto che un anno fa ha già vissuto una sorta di prova generale. "Già, la "Domenica a spasso" del 20 novembre. In quell'occasione arruolammo quindici testimonial di valore, ognuno impegnato a raccontare un'opera famosa. Così Dario Fo tenne una lezione sullo "Sposalizio della Vergine", Enzo Mari sul "Cristo Morto" del Mantenga, Carla Sozzani sui vestiti nei quadri lombardi dell'Ottocento. L'idea di fondo era provare a leggere insieme i tre poli di un museo diffuso». Il museo diffuso è il "fil rouge" che guida il presente e il futuro della sua programmazione culturale . Praticamente impossibile, oggi, in tempi magri di spendine review, inventarsi a Milano nuove strutture come il Marmi romano balzato all'attenzione della cronaca. E poi Milano di musei ne vanta un gran numero. «Certo, se i poli sono tre, i musei sono ben più numerosi. Brera si accompagna a Palazzo Citterio, con cui dovrebbe anzi fondersi nella Grande Brera. Lungo l'asse verso piazza della Scala, dove si apre il Museo della Storia del Teatro, è fondamentale il Poldi Pezzoli. Lo stesso Palazzo Marino, sede del Comune, si trasforma a dicembre in affollato salone d'esposizione per prestiti dal Louvre. E poi l'Ambrosiana, e poi il Castello, la Galleria d'Arte Moderna, il Bagatti Valsecchi...». - Qualche difficoltà, certo, si frappone. Le proprietà dei vari spazi sono diverse: milanese Palazzo Reale, per esempio, ma private le Gallerie d'Italia, gioiello nato dai capitali della banca Intesa Sanpaolo. «Ostacoli superabili. Credo proprio non sia difficile organizzare una biglietteria unica, tanto per iniziare. O un ticket unico su più giorni. Magari un servizio di bike sharing». Anche la pedonalizzazione dell'intera zona non costituisce una barriera insormontabile, vista in genere l'opposizione dei commercianti a liberare le strade dalle auto? «Via Brera è già in parte riservata ai pedoni, via Verdi è dotata di marciapiedi larghissimi. Penso proprio che esistano tutti i presupposti per giungere a quella che mi piace chiamare competizione complementare. D'altronde, il Burri ora esposto alle Gallerie l'abbiamo dato noi, era al Museo del Novecento. Ma i milanesi non hanno perso nulla, anzi: sostituito da altri capolavori».
Milano. Non solo Brera, nasce "La via dell'arte"
I tre principali musei milanesi, Brera, Gallerie d'Italia e Palazzo Reale, sono stati uniti in un percorso, "La via dell'arte", che unisce i tre poli museali in meno di un chilometro. Il progetto è stato ideato per emulare i modelli di Berlino e Londra, che hanno uniti i loro principali musei in un unico percorso. Il progetto è stato già provato in precedenza con la "Domenica a spasso" del 2022, in cui 15 testimonial hanno raccontato un'opera famosa a ciascun polo museale. Il progetto prevede la creazione di una biglietteria unica e un ticket unico su più giorni, nonché la pedonalizzazione dell'intera zona.
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