Desidero esprimere il mio pensiero sul traffico prodotto dalle grandi navi nella laguna di Venezia, una questione che di questi tempi è venuta alla ribalta non solo nelle cronache locali ma anche a livello internazionale, probabilmente scatenata dagli ultimi pesanti fatti che hanno colpito la marineria italiana. Pur comprendendo bene che la sensibilità di un qualsivoglia turista, sia straniero che non veneto, possa essere sollecitata da un impatto visivo allarmante, con queste grandi navi moderne che sfilano, pur in un vasto canale, ma tra antichi palazzi di inestimabile valore, posso dire che si tratta perlopiù di un effetto puramente visivo. Ho di fatto la sensazione che tale problematica sia artificiosamente ingrandita da qualcuno che intende volutamente deviare l'interesse da quello che è il vero problema che sta affliggendo oramai da troppi anni la città, ovvero il moto ondoso, un costante forza cinque incrociato che impera stabilmente nelle acque lagunari e flagella le rive e le fondamenta. Io sono un velista e le mie vacanze le trascorro in mare, in Croazia. Assicuro che il momento di maggior pericolo è rappresentato dal rientro in laguna, quando mi avventuro dalle bocche di porto a San Giorgio. L'incrociarsi di barche a velocità folle fa si che la semplice operazione del posizionamento dei parabordi diviene atto di puro equilibrismo degno del miglior spettacolo circense. Per non parlare poi dell'impossibilità di sostare nei pontili in attesa dei mezzi pubblici. Di questa grave questione se ne sta discutendo da almeno 20 anni senza trovare alcuna soluzione e con un problema in costante aumento. Ora, sembra che l'opinione pubblica dimentichi tutto ciò per operare una crociata contro le grandi navi che, è vero, passano, ma solo per pochi giorni la settimana, certo, anche un paio di volte al giorno, ma che portano però un notevole benessere economico in termini di turismo, ad una città, quella di Venezia, che vive e trae il proprio sostentamento da questa preziosa risorsa. C'è anche da dire che l'interesse della Capitaneria di Porto verso l'impatto ambientale che queste navi causerebbero in laguna è notevole, mentre mi piacerebbe capire come si stia concretamente operando a riguardo di quello prodotto da lancioni, grandi motoscafi, vaporetti, topi, ferry che addensano i canali, durante tutto il giorno. Credo che prima di prendere una decisione importante e rovinosa sia assolutamente necessario un doveroso atto di coscienza.
Venezia, Grandi navi. Il vero problema è il moto ondoso
La questione del traffico prodotto dalle grandi navi nella laguna di Venezia è stata oggetto di dibattito. Il problema non è solo visivo, ma anche di natura ambientale. Il velista sostiene che il moto ondoso è il vero problema, che affligge la città da anni. Le grandi navi passano solo pochi giorni a settimana, ma portano un beneficio economico significativo al turismo. La Capitaneria di Porto è interessata all'impatto ambientale, ma non si sa come si stia operando per ridurre l'impatto delle navi. Il velista sostiene che è necessario un atto di coscienza prima di prendere una decisione importante.
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