L'arma dei Carabinieri a tutela del patrimonio culturale ROMA - Il traffico delle opere trafugate è stato per molti anni un mercato fiorente. Il gen. Conforti che ha diretto il Comando dei carabinieri a tutela patrimonio culturale ci dice: «Da molto tempo non avvengono più furti di grande importanza nei musei. Fortunatamente, al contrario di quello che spesso si pensa sono ben protetti». «In Italia - continua Conforti - i principali obiettivi oramai sono le chiese che non godono di alta protezione e che spesso hanno opere di gran valore. Posso dire, inoltre che le tecniche in possesso al corpo dei Carabinieri sono molto avanzate. E che quindi il recupero delle opere d'arte avviene con facilità». Dal 1970 ad oggi il Corpo infatti è riuscito a recuperare un terzo delle opere trafugate su tutto il territorio nazionale. E molte volte i ritrovamenti avvengono grazie alla collaborazione tra i vari apparati dello Stato come Procura, Sovrintendenza e spesso anche le stazioni locali dell'Arma. Un esempio per tutti è il recupero di due sculture lignee rubate dalla Chiesa di Sant'Osvaldo a Bedollo di Pinè (Trento). Fotografate durante un normale controllo presso un antiquario, sono state identificate, grazie alla banca dati delle opere d'arte a disposizione del nucleo per la tutela del Patrimonio artistico. Dopo aver effettuato due arresti per ricettazione, le sculture sono tornate ad occupare il loro posto nella loro Chiesa.
L'azione dei segugi in divisa alla ricerca dell'arte perduta
Il Corpo dei Carabinieri a tutela del patrimonio culturale ha segnalato un calo dei furti di opere d'arte nei musei, ma ha aumentato la protezione delle chiese che non hanno alta sicurezza. Le tecniche utilizzate dal Corpo sono avanzate e hanno permesso di recuperare un terzo delle opere trafugate in Italia dal 1970. La collaborazione tra i vari apparati dello Stato, come Procura, Sovrintendenza e stazioni locali dell'Arma, è stata fondamentale per i ritrovamenti.
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