Pompei. Giovanni Lombardi non nasconde il rammarico: «Sia chiaro: sono soddisfatto di quanto prodotto. Ma si poteva e si dovrà fare di più per gestire un flusso turistico di due milioni e mezzo di visitatori che, eccetto gli scavi, trovano ben poco» Che cosa significa professore? «Una città che si presenta come uno dei massimi centri culturali del mondo non può affogare in una selva di cartelli che non hanno alcun senso estetico. Ma questo è solo un esempio. C'è il problema delle guide: chi arriva agli scavi senza il supporto di agenzie di viaggio, ha problemi nel contattarne una e spesso si trova letteralmente accerchiato da individui che si contendono il turista come fosse un pacco postale. E, cosa ancora più grave, arrivando a volte tra loro a vie di fatto». Chi dovrebbe intervenire? «Gli organismi regionali, provinciali e cittadini dovrebbero attrezzare un locale dove ci siano esposti i nomi delle guide disponibili e il costo dell'escursione. Spesso il turista va via con l'idea di essere stato imbrogliato. E ancora: perché Pompei, ha uscite autostradali Est e Ovest contrariamente alle altre città che hanno uscite autostradali Nord e Sud? Sono incongruenze che non mi spiego» Quali difficoltà ha trovato quando è arrivato? «Di tutto. Dal personale demotivato ad alcuni sindacati che, almeno all'inizio, erano indirizzati a difendere gli interessi di pochi. Un altro punto dolente è stato quello di non poter disporre all'interno degli scavi di aree utili: mille, duemila metri quadrati per poter intercettare i visitatori e proporre servizi aggiuntivi. Avevamo anche avuto l'opportunità di uscire fuori dalla cinta degli scavi, puntando a recuperare la struttura del centro "Resurrexit", di fronte a piazza Anfiteatro. L'edificio, di cui è proprietaria la Curia, sarebbe dovuto diventare un museo degli scavi e un centro di scambi religiosi e culturali di respiro mondiale. Invece, tutto si è arenato». Se dovesse tornare a Pompei, cosa vorrebbe vedere? «Perlomeno che tutte le iniziative messe in cantiere sono state portate avanti veramente, per non dover ricominciare daccapo. Se non si prosegue l'attività potrebbe andare tutto in malora e avremo speso soldi a vuoto». Giovanni Lombardi
POMPEI - Il turista torna a casa con l'idea di essere stato imbrogliato
Giovanni Lombardi, professore di archeologia, esprime rammarico per il flusso turistico di due milioni e mezzo di visitatori a Pompei, che trova poco significativo. Egli sostiene che la città non può permettersi di affogare in cartelli senza senso estetico e che ci sono problemi con le guide. Lombardi suggerisce di creare un locale dove poter trovare le guide disponibili e il costo dell'escursione. Inoltre, critica le uscite autostradali contrarie a quelle delle altre città e le difficoltà incontrate durante il suo arrivo. Egli lamenta anche la mancanza di aree utili all'interno degli scavi e la non realizzazione del progetto di un museo e centro di scambi religiosi e culturali.
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