LECCO - L'antico muro di confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia di fianco alla nuova ciclabile LECCO - C'è un pezzo di storia tra Lecco e Vercurago e non se lo fila nessuno: è il muro di divisione tra il Ducato di Milano e il territorio della Serenissima che nella parte più antica risale perfino al 1200, quando separava i Comuni lecchese e bergamasco. Incastonata una targa di pietra, del 1759, porta incisa la scritta "Muro milanese che fa confine con lo Stato Veneto". Era nascosto dalla sterpaglia e adesso si vede bene perché il nuovo tratto della pista ciclabile appena tracciato a Vercurago lo costeggia, ma purtroppo in parte lo sotterra. Ed è Legambiente a puntare il dito contro quella che definisce una colpevole superficialità: «Una volta si litigava per questo confine, oggi quasi si cerca di farlo sparire per noncuranza e negligenza», accusa il presidente Pierfranco Mastalli. L'associazione ambientalista insieme al Wwf e al Cross di Varenna ha scritto ai Comuni di Lecco e Vercurago e alla Soprintendenza per chiedere la messa in sicurezza e la valorizzazione della muraglia della Chiusa, come si chiamava quel muro di confine.
Lecco, il muro di confine. Un reperto snobbato
LECCO - L'antico muro di confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia di fianco alla nuova ciclabile LECCO - C'è un pezzo di storia tra Lecco e Vercurago e non se lo fila nessuno: è il muro di divisione tra il Ducato di Milano e il territorio della Serenissima che nella parte più antica risale perfino al 1200, quando separava i Comuni lecchese e bergamasco. Incastonata una targa di pietra, del 1759, porta incisa la scritta "Muro milanese che fa confine con lo Stato Veneto". Era nascosto dalla sterpaglia e adesso si vede bene perché il nuovo tratto della pista ciclabile appena tracciato a Vercurago lo costeggia, ma purtroppo in parte lo sotterra. Ed è Legambiente a puntare il dito contro quella che definisce una colpevole superficialità: Una volta si litigava per questo confine, oggi quasi si cerca di farlo sparire per noncuranza e negligenza, accusa il presidente Pierfranco Mastalli. L'associazione ambientalista insieme al Wwf e al Cross di Varenna ha scritto ai Comuni di Lecco e Vercurago e alla Soprintendenza per chiedere la messa in sicurezza e la valorizzazione della muraglia della Chiusa, come si chiamava quel muro di confine.
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