Pompei. L'ultimo intervento da direttore amministrativo della Soprintendenza archeologica, Giovanni Lombardi, generale dell'Aeronautica prestato all'archeologia, l'ha fatto ieri mattina presentando il «Progetto di bilancio», una procedura informatizzata capace di seguire la storia finanziaria di qualsiasi progetto approvato dalla istituzione. Domani mattina, alle 11, saluterà tutti e tornerà a Roma, dopo aver ricoperto per un triennio l'incarico affidatogli da Giuliano Urbani, il ministro per i Beni culturali. Il manager traccia un bilancio e sottolinea le tante difficoltà incontrate e le carenze strutturali del territorio che sfrenano lo sviluppo turistico. C'è da domandarsi anche che cosa succederà adesso a Pompei. Arriverà subito un nuovo manager? Oppure si dovrà aspettare l'avvio della fondazione così come è previsto dalla legge ministeriale? Incertezza anche sul funzionamento del consiglio di amministrazione, costituito dallo stesso Lombardi, oltre che dal soprintendente Pietro Guzzo e dall'architetto Maria Grazie Del Greco. Sono tutti interrogativi ai quali, nell'immediato, nessuno può dare risposte concrete e meno che mai Lombardi. «Per quello che mi riguarda - dice il generale - il mio compito è terminato. Credo però il ministero debba provvedere con urgenza, si rischia di bloccare quanto messo in moto e di sprecare tutto quanto fatto in questi tre anni». Un tempo in cui, secondo il manager, si è lavorato proponendo attraverso Pompei una immagine ottimale dello Stato. Il riferimento è alle numerose iniziative messe in cantiere: nuovo ingresso da piazza Schettini, la possibilità di visitare la città di notte, i controlli notturni con telecamere e le grandi mostre come «Storie da un'eruzione». Un altro progetto che sta per partire è quello che riguarda «Caius» la guida virtuale di Pompei ed Ercolano che si esprimerà anche in inglese andando a raggiungere l'obiettivo d'internazionalizzazione del sito on-line della Soprintendenza. Ovviamente, sui tempi di arrivo di un altro eventuale direttore amministrativo, molto dipenderà anche dagli obiettivi da tempo prefissati a livello ministeriale. Così come, si dovrà tenere da conto gli eventuali accordi che si andranno a raggiungere nelle sedi deputate. D'altra parte il periodo elettorale tende a frenare i cambiamenti e ne favorisce il rinvio a quando il quadro sarà più chiaro. Pronti a dichiarare guerra, intanto, i sindacati. «Il manager se ne va - sottolinea Michele Germano, della Cgil scavi - e nessuno ancora sa che cosa succederà. Il fatto è che questa Soprintendenza è abbandonata. Il personale viene dimezzato e nessuno dice niente. Sappiamo poco o niente sulla Fondazione, ma siamo assolutamente contro: non tollereremo passaggi al privato e perdita di diritti acquisiti. Ci dicano chi sarà il nostro interlocutore. Da parte nostra ci riserviamo di mettere in piedi tutta una serie di iniziative, non escludendo la chiusura dei siti».