A domanda rispondo Che cosa pensi del silenzio-assenso in due campi che durano per sempre, il paesaggio e i beni culturali? Alessandro Ne penso male e fiuto il peggio. In un paese letteralmente travolto dall'illegalità (Pannella non fa che parlarne, ma i pm di tutta Italia ci offrono ogni giorno liste parziali di incredibili eventi e di credibili colpevoli), giocare sul silenzio per infilare dentro, all'ultimo istante, decisioni urbanistiche che possono risultare gravissime, è un espediente che può funzionare benissimo a favore dei peggiori interessi. Quanto sia facile il silenzio, con la nostra pubblica amministrazione, è un fatto noto e una esperienza comune. Essere informati delle decisioni pubbliche che riguardano i cittadini è quasi impossibile, persino per banali vicende di routine urbana (strade improvvisamente chiuse senza annuncio, deviazioni di sensi di percorrenza e di traffico che appaiono arbitrarie) alla maggior parte dei disinformati cittadini. Chi ha avuto a che fare con la pubblica amministrazione (Comuni e Province) a cui toccano decisioni di grande importanza per individui e famiglie, per studenti e anziani, per il trasporto locale ma anche per la salvaguardia della salute, sa che minimi espedienti, come prendere certe decisioni durante periodi festivi (intorno a Ferragosto e al Natale, per esempio) è un ottimo modo di nascondere qualcosa che poi, scaduto il breve tempo che separa il silenzio dall'assenso, si può regolarmente e legalmente realizzare anche se porta danno a una parte dei cittadini o a tutti. Si tenga conto che entrano nella categoria del "silenzio - assenso", sotto la mentita spoglia del fare in fretta e creare lavoro, quasi sempre non interessi collettivi, ma un interesse privato spesso in conflitto con gli interessi di tutti. L'argomento malavita, però, è il più clamoroso per dare torto a questa aberrante procedura. Il crimine organizzato infatti viaggia bene informato, sa dove spostarsi, dove ci saranno i lavori, dove è facile, ottenuti i permessi con il meccanismo automatico della omissione di controlli, insediare certi cantieri, dove "cantiere" non vuol dire attrezzature di lavoro ma quartier generale di nuove e ben più promettenti iniziative. La conclusione è semplice. Bisognerà dire no al silenzio-assenso anche al migliore dei governi.