Uno Stato snello, leggero, con procedure semplificate, che venga incontro alle esigenze dei cittadini e delle imprese. Evitando gli sprechi. Il ministro della Funzione pubblica Mario Baccini non ha dubbi: «Senza semplificazione non c'è competitività del sistema Italia». L'esponente dell'Udc vuole imprimere una forte impronta riformatrice al pachiderma spesso sonnacchioso delle amministrazioni pubbliche. E, alla vigilia dell'incontro con le parti sociali, spiega perché ma soprattutto in che modo. «Nei vertici di governo e negli incontri con Siniscalco abbiamo convenuto che la semplificazione amministrativa è il nocciolo duro di questo provvedimento». Sarà inserita nel decreto sulla competitività, considerando che si tratta di una misura a costo zero? «Sì. Siamo tutti convinti nel governo che senza un'amministrazione pubblica che renda chiari a tutti, cittadini e imprese, gli indirizzi da seguire, non si possa costruire alcun progetto di crescita». Lei che proposta avanza nel decreto? «Un provvedimento che tagli molte leggi esistenti, inutili e farraginose. E soprattutto il meccanismo del silenzio-assenso che sostituisca l'attuale silenzio-diniego». C'è chi teme possibili liberalizzazione degli abusi. «Non abbiamo certo intenzione di eliminare il potere della P.A. di valutare discrezionalmente se rilasciare alcune dichiarazioni specifiche. Quindi, nessun timore in tal senso». Chi fisserà i termini del silenzio-assenso? «La norma generale prevede 180 giorni, ma saranno i singoli ministeri a stabilirli». Ministro, lei sa bene che nella burocrazia permangono forti resistenze a cedere quote di potere «Le resistenze non mi impediscono di andare avanti. Non posso neppure immaginare che un governo come il nostro possa alzare bandiera bianca su questo punto. Alla pubblica amministrazione dico: accettate la sfida. Perché lo snellimento delle procedure è fondamentale per uno Stato liberale». Oggi ci sono pratiche che restano anche due o tre anni su una scrivania: in queste condizioni chi viene a investire al Sud? «È questo il nodo. Ho rimesso in piedi l'ispettorato della Funzione pubblica e ho toccato con mano queste anomalie. Un cittadino o un'impresa che fanno una richiesta debbono poter contare su una risposta in tempi brevi». A volte le riforme si possono fare anche a costo zero. «Questo è il caso. In particolare nel Centro e nel Sud d'Italia, eliminando lacci e laccioli che paralizzano chi vuole investire e operare, è possibile superare quegli ostacoli che ritardano la realizzazione di infrastrutture e scoraggiano l'iniziativa privata».
Funzione pubblica - Baccini: La burocrazia è nemica dello sviluppo
Il ministro della Funzione pubblica Mario Baccini sostiene che la semplificazione amministrativa è fondamentale per la competitività del sistema Italia. Vuole inserire la semplificazione nel decreto sulla competitività e sostiene che è una misura a costo zero. Propone di tagliare leggi esistenti e di introdurre il meccanismo del silenzio-assenso, che sostituisca l'attuale silenzio-diniego. Il ministro rassicura che non si eliminerà il potere della P.A. di valutare discrezionalmente se rilasciare dichiarazioni specifiche. Ha rimesso in piedi l'ispettorato della Funzione pubblica e sostiene che la semplificazione delle procedure è fondamentale per uno Stato liberale.
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