Il sindaco all'assemblea dei Comitati internazionali VENEZIA - «La nostra è una città al centro dell'attenzione mondiale e, di conseguenza, sovraesposta alle critiche, anche quando le conoscenze sull'argomento (esempio la torre di Cardin) non sono del tutto complete. Occorre valutare i problemi di Venezia con una logica di rispetto per la città e di chi, in primis l'amministrazione, per la città si impegna». È l'appello rivolto dal sindaco Giorgio Orsoni ai partecipanti all'Assemblea dei Comitati Privati che si è riunita, ieri, in seduta pubblica a palazzo Zorzi, sotto la presidenza di Umberto Marcello Del Majno. Orsoni ha anche ribadito il suo "grido di dolore" rispetto ai problemi della salvaguardia, orfana dei finanziamenti della Legge Speciale e che trova il governo del tutto insensibile. Pur ribadendo il suo parere favorevole al Mose, ancora una volta ha sottolineato che sono soldi buttati via se nel frattempo, per mancanza di manutenzione, la città rischia di essere ridotta a un "cumulo di macerie". Orsoni ha poi ringraziato il presidente per la presa di posizione a favore della restituzione dell'intero complesso dell'Arsenale alla città. Al sindaco il ruolo politico, all'Assessore all'Urbanistica, Ezio Micelli, il compito di dare risposte adeguate alle numerose domande sui problemi della città in un dibattito aperto, a conferma della volontà dei Comitati di non limitarsi al loro pur più che meritorio impegno nel restauro. Due gli argomenti principali trattati: la residenzialità e la destinazione d'uso degli edifici. In attesa del Pat (il cui documento finale dovrebbe essere pronto a fine novembre) Micelli ha ammesso che il vecchio piano regolatore non ha saputo dare risposte adeguate rispetto a questi due problemi, con conseguente spopolamento del centro storico e penalizzazione delle tradizionali attività artigianali, a causa di una destinazione d'uso prevalentemente orientata al turismo. In linea con queste preoccupazioni, l'Assemblea dei Comitati Privati finali ha sottolineato l'urgenza di provvedimenti a favore della residenzialità, con facilitazioni per i privati per la manutenzione dei loro immobili, e a favore di un accesso agevole ai disabili. Inoltre ha messo in rilievo la necessità di un monitoraggio continuo dei restauri. A distanza di trent'anni (il caso dell'Assunta del Tiziano è esemplare) spesso occorre intervenire di nuovo. Molti, comunque i progetti per il futuro come il restauro della tomba di Canova (Venice in Peril, Basilica dei Frari); quello della Pala Pesaro (Save Venice, Basilica dei Frari); della Cappella dell'Addolorata (Comitato Olandese, Chiesa di San Zaccaria); della Cappella dei Tessitori di seta (comitato svizzero, Chiesa dei Gesuiti). Molti interventi riguardano le chiese, cosa che ha rimarcato monsignor Antonio Meneguolo, esprimendo i suoi ringraziamenti.