Oggi l'inaugurazione con la collezione donata dalla famiglia Mazzacane IL BAROCCO napoletano ha influenzato Cerreto Sannita, ricostruita agli inizi del '700 dopo un terremoto dai feudatari napoletani Carafa: una testimonianza è costituita dalle cupole delle chiese e dalle cuspidi dei campanili, tutti rivestiti di embrici variopinti. E da Napoli i Carafa inviarono i riggiolari, provetti decoratori di piastrelle, ma anche abili vasai, che addestrarono maestranze locali. Ciò dette luogo alla vivace fioritura della ceramica, che ha reso nota Cerreto Sannita nel mondo degli studiosi e dei conoscitori d'arte a livello internazionale. Ma per la conoscenza e l'apprezzamento della produzione cerretese sono state determinanti le note ricerche storico-artistiche rifluite anche nelle Mostre della maiolica del Regno di Napoli (in cui erano esposti significativi esemplari di Cerreto), tenutesi a Palermo, Benevento, Madrid e Roma (le ultime due organizzate da Vega de Martini, direttrice della Soprintendenza di Benevento). Un evento culturalmente rilevante è ora l'inaugurazione a Cerreto, oggi alle 17, del nuovo Museo della ceramica, che ospita "La Collezione Mazzacane", costituita da 172 ceramiche di Cerreto e di altre Fabbriche, donata al Comune dai Mazzacane, antica e nobile famiglia cerretese. La Collezione venne raccolta da Vincenzo Mazzacane, magistrato e storico, autore di una storia di Cerreto (1911), ora aggiornata da suo nipote, Aldo Mazzacane, e pubblicata nel denso saggio introduttivo del catalogo della Collezione. Va però dato atto dell'impegno del sindaco Pasquale Santagata e dell'assessore Lorenzo Morone, i quali hanno messo a disposizione del nuovo Museo un grande ambiente sottostante il palazzo comunale, nonché una nuova struttura in via di ultimazione che ospiterà un archivio digitale (quest'ultimo verrà dotato delle immagini delle tipologie cerretesi già pubblicate, che integreranno ad esempio le acquasantiere, rappresentate da esemplari non memorabili nella collezione museale). Sarebbe auspicabile però tenere conto della necessità anche di una produzione innovativa: Cerreto e San Lorenzello eccellono nella riproposta dei modelli antichi (Barbieri, Sagnella), ma non ci sono stati, come a Vietri sul Mare, né una Irene Kowaliska, né un Guido Gambone. Nel catalogo della Collezione Mazzacane, edito con caratteristiche tipografiche di alta qualificazione da Arte'm di Napoli, non può non essere rilevata l'anomalia che esso risulti a cura di Lello e Aldo Mazzacane che hanno privilegiato l'aspetto pur gradevole dell'Album di famiglia e non anche da uno storico della ceramica. Ne consegue che il compilatore delle schede (Aldo Mazzacane) presenti (pagg. 68-69) come autentica una coppia di vasi che sono invece riproduzioni di inizi Novecento; tutto ciò va a scapito del rigore scientifico del Catalogo (altri errori e discutibili cronologie sono da considerare più veniali). È inoltre venuta meno l'acquisizione critica che ha fatto annoverare la produzione cerretese di impronta popolare tra le migliori espressioni della maiolica artistica italiana: una istintiva sensibilità paesaggistica, peculiare di ceramisti connaturati con l'ambiente incontaminato che li circondava, e che si esprimevano con una vivace e veemente foga cromatica.
CAMPANIA - Cerreto, il nuovo museo della ceramica
Oggi a Cerreto Sannita è stata inaugurata la collezione di ceramiche donata dalla famiglia Mazzacane. La collezione, composta da 172 ceramiche, è stata raccolta da Vincenzo Mazzacane, magistrato e storico, e include opere di Cerreto e di altre fabbriche. La collezione è stata esposta nel nuovo Museo della ceramica, che ospita anche un archivio digitale. L'inaugurazione è stata organizzata dal sindaco Pasquale Santagata e dall'assessore Lorenzo Morone. La collezione Mazzacane è stata pubblicata in un catalogo con caratteristiche tipografiche di alta qualificazione.
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