Per sei mesi, in attesa di un nuovo allestimento al Castello LA PIETÀ Rondanini, ultimo capolavoro di Michelangelo, trasloca temporaneamente dal Castello a San Vittore, al centro della Rotonda. La decisione è presa, ora Sovrintendenza alle Belle Arti e Comune lavorano sugli ultimi adempimenti burocratici, per essere pronti in aprile. La sfida è rendere visitabile la Pietà senza abbassare il livello di sicurezza del carcere. Il progetto prevede anche l'organizzazione delle visite che saranno guidate e strettamente su prenotazione: ogni visitatore dovrà fornire i suoi dati anagrafici. UNA scelta fortemente simbolica e che durerà il tempo necessario per trovare una nuova e definitiva sistemazione a uno dei gioielli artistici più preziosi di Milano. La Pietà Rondanini trasloca: dal Castello Sforzesco, dove arrivò nel 1952, andrà a San Vittore. In carcere, su un basamento collocato al centro della Rotonda, ovvero lo spazio da cui si dipartono i sei raggi delle celle: prima volta assoluta per un'opera d'arte della fama del gruppo scultoreo di Michelangelo Buonarroti. La decisione è presa, e da qualche settimana Comune, Sovrintendenza alle Belle Arti, Provveditorato regionale delle carceri, ministeri stanno lavorando per risolvere tutti gli aspetti burocratici della questione, che non sono pochi né di poco conto: la sfida, infatti, sarà quella di rendere visitabile la Pietà senza abbassare il livello di sicurezza necessario per un carcere. L'estate scorsa era stato l'assessore alla Cultura Stefano Boeri, dopo un post su Facebook, a lanciare la proposta, scrivendo: «Oggi sono tornato a visitarla, racchiusa dietro una quinta di pietra serena sul fondo della Sala degli Scarlioni. E ogni volta, di fronte a quest'opera programmaticamente incompiuta, su cui Michelangelo lavorò per trent'anni e fino a tre ore prima della morte, mi chiedo se non sia venuto il momento di offrirle una nuova visibilità, liberandola da quella elegante nicchia». L'elegante nicchia in questione è l'allestimento creato nel 1956 dal gruppo BBPR (Banfi, Barbiano, Peressutti, Rogers), negli anni diventato il centro di polemiche infinite, con ipotesi via via affacciate, come quella di Arnaldo Pomodoro, nel 2003, che scrisse all'allora ministro della Cultura Urbani per chiedere di "liberare" la Pietà, mentre nel 2009 l'assessore Finazzer Flory ripropose un'idea di Emilio Tadini, portare la scultura all'esterno del Castello, sotto una campana di vetro. In più, molte erano le lamentele per la scarsa accessibilità di quella sala, non solo per i disabili ma anche per gli anziani. Sempre Boeri, al Moma di New York, a maggio, aveva quindi aperto le speranze: «Mi piacerebbe che dall'aprile del 2013 la Pietà Rondanini possa tornare a vivere e a chiamare attorno a sé l'attenzione del mondo intero». prenotazione, perché sarà necessario che ogni visitatore fornisca i suoi dati anagrafici: ma di certo ci saranno, e in diversi giorni della settimana, proprio perché l'idea è quella di concentrare l'attenzione sull'opera, sul contesto, e sul significato profondo che la parola pietà può assumere in un luogo di detenzione. In piazza Filangieri la Pietà potrebbe restarci per diversi mesi, in attesa che venga definita la sua nuova collocazione probabile, ma non sicuro, che torni al Castello e un nuovo, più leggero allestimento.