Una tavola del '500 superstar l'8 novembre da San Carlo UN DIPINTO a olio "magro" su tavoletta di legno, con Cristo in croce, a lato due angioletti e un teschio posizionato in basso, su un fondo colmo di nuvole e con un "sole nero" in alto a sinistra. È la "Crocefissione" di "pittore di scuola michelangiolesca" della metà del secolo XVI, datata 1539-1540, che sarà battuta da San Carlo Aste l'8 novembre. Accanto a quest'opera, una "Madonna col bambino e Santi" del Tintoretto, una "Madonna con Bambino" di Pietro da Siena, un'"Adorazione del Bambino" del 1620 circa del fiammingo Van Honthorst Gerrit, detto Gherardo delle Notti (ne esiste un esemplare agli Uffizi), una "Veduta di Piazza San Marco" attribuita a Nicolò Guardi. Ma è soprattutto sul dipinto cinquecentesco che si appunta l'attenzione, per quella che si configura come una vendita all'incanto con il botto. Dietro alla generica attribuzione, si nasconderebbe infatti la convinzione del proprietario che mantiene ovviamente l'anonimato e degli stessi organizzatori che potrebbe trattarsi dello stesso Michelangelo. Convinzione non dichiarata date anche le recenti vicende legate al Crocefisso presunto di un giovane Buonarroti, acquistato dal Ministero per i beni culturali dell'era Bondi, tramite l'antiquario torinese Giancarlo Gallino, a un prezzo più che milionario, e poi oggetto di sconfessioni e polemiche (il tema è ancora d'attualità, se ne parla lunedì sera al Circolo dei Lettori, intorno al libro di Tomaso Montanari "A cosa serve Michelangelo?") ma che si baserebbe su una lunga ricerca storica e su analisi con tecnologie di ultima generazione, realizzate anche presso il laboratorio di restauro Nicola di Aramengo. Ma con Michelangelo non si scherza, gli organizzatori hanno allora ritenuto di partire da una base d'asta assai contenuta, 200 mila euro, più o meno il costo di un buon dipinto di Felice Casorati. «Partiamo dal basso, ma contiamo di arrivare fino a 500 mila euro dice il presidente di San Carlo Aste Pasquale Chianello, ex patron di Cisalpina tour, ora intenzionato a fare divenire gli uffici di via Santa Teresa 14 il punto di riferimento per le vendite all'incanto torinesi Si sono già fatti avanti due possibili acquirenti, nomi grossi, ma non mi faccia dire di più. Insomma, se si parte da cifre impossibili, i più si scoraggiano. Così invece ci potrà essere una bella gara, tra persone veramente interessate». Sulle vicende legate al dipinto, si fa riferimento all'epistolario tra Vittoria Colonna e Michelangelo (in cui la nobildonna prima, nel 1939, chiede all'artista un disegno con ogni probabilità quello corrispondente nelle fattezze al dipinto torinese, conservato al British Museum di Londra e in seguito lo ringrazia di una «picture quale altri viddi mai»), al "sole nero" che compare nel dipinto, riferibile all'eclissi totale cui il Buonarroti assistette proprio nel 1539. E ancora al "pentimento" sulla collocazione del teschio emerso dalla riflettografia a infrarossi, che confermerebbero il legame con il disegno londinese. In attesa di saperne di più una vera e propria expertise, fatta da celebrità del settore, ancora non c'è, quindi si sospende ogni giudizio si possono ammirare gli altri dipinti che andranno all'asta l'8 (alle 21). Non sarà in vendita la "Madonna" attestata di Tintoretto, oggetto di trattativa privata. Sarà battuta però l'"Adorazione del Bambino" del fiammingo van Honthorst Gerrit, del 1620 circa (base 150 mila, stima fino a un milione). Sono richiesti invece 15 mila euro (ma si potrà salire fino a 2230 mila) per il tondo con "Veduta di piazza San Marco" attribuito a Nicolò Guardi, fratello del più celebre Francesco. Tra i pezzi forti della serata, anche la "Madonna con Bambino" di Pietro da Siena (1457-1533), tempera e oro su tavola stimata tra 45 e 60 mila euro (base d'asta 30 mila). Info www. sancarloaste. it.
TORINO - "C'è la mano di Michelangelo" E l'asta diventa un caso artistico
L'8 novembre, San Carlo Aste torinese ospiterà una importante aste di dipinti, tra cui una tavola del '500 attribuita a un pittore di scuola michelangiolesca, datata 1539-1540, che sarà venduta all'incanto. Il dipinto, intitolato "Crocefissione", rappresenta Cristo in croce con due angioletti e un teschio, su un fondo di nuvole con un "sole nero". La sua attribuzione è stata oggetto di dibattito, con alcuni che sostengono che potrebbe essere un dipinto di Michelangelo. L'asta sarà aperta a persone veramente interessate, con un prezzo iniziale di 200 mila euro.
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