L'operazione Stanziati 391 milioni. Minervini: la gara a fine 2013 LA "cura del ferro" può cominciare, con quello che si rivela l'investimento-principe di questa regione. Il Cipe approva il progetto legato al cosiddetto nodo ferroviario di Bari e apre il portafogli: 391 milioni di euro. Serviranno a eliminare il fascio di binari tra il centro della città e Torre a Mare. Adesso, racconta l'assessore regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini, «nessun governo potrà toglierci questi quattrini». Ci avevano provato a dicembre dell'anno scorso, per via dei tagli al cosiddetto contratto di programma Rfi: quei 391 milioni si erano volatilizzati. Il governatore Vendola e lo stesso Minervini fanno la voce grossa con i ministri Passera (Sviluppo economico) e Barca (Coesione territoriale). A gennaio di quest'anno il "tesoretto" rispunta come per magia nel contratto di programma Rfi riveduto e corretto. Ma devono passare altri otto mesi per la "messa in sicurezza" del denaro. «Alla faccia di tirapiedi e dubbiosi » dice il predecessore di Minervini ai Trasporti, Mario Loizzo (Pd): «Questa è un'opera importante, figlia di quella "cura del ferro" che la prima giunta Vendola avviò per dotare la Puglia di un sistema infrastrutturale basato sulla valorizzazione delle ferrovie e sulla centralità del trasporto pubblico locale». Spiega il deputato riformista Dario Ginefra: «Questo è un provvedimento caro alla comunità barese. Sarà possibile garantire ai cittadini una migliore qualità della vita, una volta che sarà realizzato». Già, quando? Ginefra cita la tabella di marcia messa a punto dall'amministratore delegato di Rfi: «Via libera al progetto definitivo entro aprile 2013, la gara d'appalto per l'assegnazione dei lavori nel corso dei primi sei mesi del 2014, mentre nel primo semestre del 2015 l'apertura dei cantieri». Minervini sogna a occhi aperti: «Tutti le reti ferroviarie, tranne le Fal, saranno collegate tra loro: quelle di Fs, Sud Est, Bari Nord». E poi c'è il capitolo relativo alle cosiddette aree pregiate: quelle che non saranno più occupate dalla strada ferrata e dovranno essere valorizzate. Faceva sapere a giugno di quest'anno l'assessore comunale all'Urbanistica, Elio Sannicandro: «Si libererà una superficie di circa settantotto ettari su una lunghezza di oltre tre chilometri ». Almeno quattro quartieri Murattiano, Libertà, Madonnella, Japigia potranno essere letteralmente ribaltati o, per dirla con gli urbanisti, riqualificati. L'amministrazione Emiliano organizza anche il concorso internazionale di idee "Baricentrale" per le aree ferroviarie: il vincitore si dovrebbe conoscere non prima del mese di luglio 2013, sarà premiato con 50mila euro. Ma il bicchiere è solo mezzo pieno. A nord della città i binari continueranno a essere sgraditi ospiti e questo nodo non sembra destinato a essere sciolto velocemente. Anzi. Tra Palese e Santo Spirito, dovrebbero sparire qualcosa come 7-8 chilometri di rotaie. Però non ci sono soldi e non sarà facile recuperarli. La missione impossibile inoltre riguarda la rimozione delle costruzioni che un anno via l'altro vedono la luce perfino a ridosso della tratta ferroviaria. Minervini, interpellato, batte sempre sullo stesso tasto: «La verità è che, indipendentemente dall'impegno economico, per fare le "grandi pulizie" dovrebbero essere rasi al suolo qualcosa come sessanta-settanta palazzi ». Abitazioni nate in nome e per conto di chi non rinuncia all'abusivismo e le tira su là dove non avrebbe dovuto cementificare un bel nulla. Il risultato? «Un disordine con cui è difficile fare i conti» scuote la testa il titolare dei Trasporti. Trovare una soluzione è come affrontare un'impresa titanica. Minervini, vista l'aria che tira, vorrebbe applicare la regola secondo cui bisognerà salvare il salvabile. Niente di più. Come? L'obiettivo è quello di individuare la maniera migliore, e più rapida, perché attraverso sovrappassi o sottovia siano eliminati gli otto passaggi a livello. «Potremmo riuscirci pure nel giro di un anno». Se la promessa fosse mantenuta, questo consentirebbe agli abitanti delle due ex frazioni «condizioni di vivibilità e sicurezza che attualmente sono inimmaginabili ». Il fatto stesso di spezzare la catena di incidenti che si susseguono pericolosamente e spesso tragicamente a ridosso dei passaggi a livello, sarebbe come tagliare un traguardo importante. Perché, come stanno le cose, la gente perfino esasperata per le lunghe attese di fronte alle sbarre chiuse, non aspetta che si riaprano e attraversa il fiume di ferro a piedi o a bordo di qualsiasi genere di veicoli.
PUGLIA - Via i binari tra il centro e Torre a Mare il Cipe scongela il cantiere più grande
Riassunto in 200 parole:
L'operazione Stanziati 391 milioni. Minervini: la gara a fine 2013. Il Cipe ha approvato il progetto per la costruzione di un nodo ferroviario a Bari e ha assegnato 391 milioni di euro. Il progetto mira a eliminare il fascio di binari tra il centro di Bari e Torre a Mare. L'assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, afferma che nessun governo potrà toglierci questi fondi. Il progetto è stato oggetto di controversie in passato, ma il Cipe ha confermato la disponibilità del denaro. Il progetto prevede la costruzione di nuove linee ferroviarie e la valorizzazione delle aree ferroviarie.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo