Oltre 130 dimore in rete. Le Ville Venete come i Castelli della Loira. E questo l'obiettivo del progetto regionale che mira a valorizzare le dimore storiche. «Ville Venete» ora diventa un vero e proprio brand creato per attrarre visitatori, mettendo in rete 136 dimore. Dal 2013 saranno a disposizione i primi pacchetti vacanza e un call center, così da aumentare l'offerta turistica. Un network di 136 dimore storiche realizzato da Regione e proprietari. Il modello: i castelli della Loira Le ville venete diventano un marchio Le Ville Venete come i Castelli della Loira. E' questo l'obiettivo del progetto regionale che mira a valorizzare i 3.477 palazzi di grande pregio che punteggiano tutto il territorio regionale. Un immenso patrimonio, in cui è forte l'impronta del Palladio, ma che è ancora poco conosciuto. dl nostro territorio ha la più alta concentrazione al mondo di dimore storiche: è arrivato il momento di farle conoscere» sottolinea l'assessore al Turismo del Veneto, Marino Finozzi, intervenuto a Roma per presentare il progetto «Ville Venete» finanziato dalla Regione con 300 mila euro e realizzato insieme ai proprietari delle dimore. «Il Veneto è la regione italiana che attrae più turisti: nel 2011 oltre 63,4 milioni di persone, per il 62 percento straniere. Un giro d'affari che non ha risentito della crisi. Ma per crescere dobbiamo puntare su itinerari slow alla scoperta delle dimore storiche dall'Adda alla riviera del Brenta, dalla Pedemontana veronese ai Colli Euganei e Berici, dal Garda al Delta del Po». Ed è proprio questo l'obiettivo di Ville Venete, un vero e proprio brand creato per attrarre visitatori, soprattutto quelli del Nord Europa sempre alla ricerca di mete culturali. La rete delle residenze aperte al pubblico è attualmente costituita da 136 edifici. I proprietari si sono impegnati al rispetto di una specifica «Carta dei Servizi» che stabilisce precisi standard di qualità dell'offerta turistica: tutte le strutture visite guidate, la possibilità di soggiorno o ristoro con le produzioni agroalimentari e i vini del territorio. Ma le strutture pronte ad entrare nel circuito sono molte altre: in tutto sono circa 600 le ville che oggi sono aperte al pubblico, 350 quelle in cui si può dormire. «I margini di crescita sono evidenti, soprattutto se confrontati con i Castelli della Loira: attraggono 7 milioni di visitatori all'anno, ma solo in 3o castelli è possibile soggiornare» sottolinea Giulio Bellemo, presidente del Coordinamento veneto ville e dimore storiche. «A fine anno sarà pronto un catalogo online che presenteremo ai tour operator internazionali e dal 2013 saranno a disposizione i primi pacchetti vacanza e un call center», aggiunge Alberto Passi, presidente dell'Associazione Ville Venete. Per molte di queste residenze, il turismo è anche un'occasione unica da cogliere. «Per sopravvivere ai costi e alla manutenzione elevata dobbiamo necessariamente produrre reddito e il network è l'unico modo per farcela. Altrimenti rischiamo la scomparsa e l'incuria» spiega Carolina Valmarana, proprietaria di Villa Valmarana «Ai Nani». A mettere in pericolo le Ville è anche l'Imu. «I proprietari pagano anche 150 mila euro di tasse, con un aumento che va dal 500 al 2.500 percento in più rispetto allo scorso anno. Non tutti saranno in grado di far fronte a queste cifre e così molte residenze sono a rischio abbandono o svendita» denuncia Passi. E aggiunge: «Monti ha ridotto all'osso i fondi statali per la manutenzione dei beni vincolati. Insomma, se da un lato la Regione Veneto ci sostiene, dall'altro il governo centrale ci manda in crisi».