Una vasta necropoli databile al IV e V secolo d. C. si estende nei dintorni di Santa Croce Camerina, in località Mirio. Le tombe, sono orientate in maniera diversa, occupano un dosso roccioso di tipo calcareo molto compatto. Le sepolture presentano vari ornamenti. Il differente orientamento di queste sepolture, sembra per lo più condizionato dai diversi livelli del banco roccioso nell'ambito del pendio e ovviamente da ragioni di spazio. Non si possono escludere tuttavia altre motivazioni legate alla differenziazione sociale o familiare. Il taglio del banco roccioso per lo scavo delle fosse è sempre molto regolare, ma si registra anche la presenza di diverse forme di sepolture: rettangolari, ovali, trapezoidali, con i lati brevi disomogenei. Le lastre erano chiuse con lastre di calcarenite locale, probabilmente sigillate con malta. Alcune presentano una risega di 10- 25 ca. ben tagliata su cui si incastrava la lastra di copertura. Solo tre sepolture conservano la loro copertura originaria. Circa settantatré fosse erano destinate a inumazioni di individui adulti, le rimanenti ventotto piccole fosse poco profonde e con forme e orientamenti diversi erano destinate ad infanti. Nella disposizione topografica delle sepolture non vi è distinzione tre le tombe degli adulti e quelle degli infanti. Tranne nel caso di un gruppo di dieci piccole tombe raggruppate nello stesso ambito e affiancate l'una all'altra che sembrano costituire un ambito di sepolture circoscritta. Dal numero degli inumati all'interno di alcune fosse è possibile ipotizzare l'utilizzo delle singole tombe per diverse sepolture, avvenute probabilmente in momenti diversi ma cronologicamente non lontani. La basilica cimiteriale di epoca bizantina scoperta nel 1961 in località Pirrera, a Santa Croce Camerina è orientata verso E-O con tre navate divise da arcate su pilastri e preceduta da esonartece con abside racchiusa entro un muro di fondo rettilineo, un ambiente di servizio comunicante e Ovest con la navata meridionale e un secondo ambiente in asse con la navata centrale, alle spalle dell'abside. La copertura doveva essere costituita da un semplice tetto a capriate lignee con tegole e doppio spiovente per la navata centrale e a un solo spiovente per le due navate laterali. Gli spioventi rampanti erano appoggiati ai muri sopraelevati dell'aula centrale in cui dovettero essere praticate delle finestre che davano luce all'interno. La parte centrale della basilica è costituita da un'aula rettangolare lunga 8.50m e larga 5m. l'abside presenta una forma piuttosto profonda, la sua struttura muraria è costituita da blocchi lapidei regolarmente tagliati di diverso spessore e lunghezza. Le ricche pavimentazioni musive che ricoprivano le navate, forse opera di maestranze africane, e che si possono ammirare al museo Archeologico di Ragusa, fanno della Basilica Pirrera uno dei monumenti più significativa della Sicilia Paleocristiana. Il mosaico ricopriva in origine le tre navate e i passaggi fra di esse, tuttavia disponiamo di documentazione certa solo per due navate. Dopo i recenti scavi è molto probabile che una serie di ambienti collaterali all'abside siano stati utilizzati come un sacrarium e come un battistero. Giovanni Di Stefano Giusy Ventura 25102012
SICILIA - Così un mausoleo bizantino diventò un hamman arabo
Una necropoli del IV e V secolo d.C. si trova a Santa Croce Camerina, in località Mirio. Le tombe sono orientate in maniera diversa e occupano un dosso roccioso. Le sepolture presentano vari ornamenti e differenze di orientamento, che potrebbero essere legate alla differenziazione sociale o familiare. Le lastre erano chiuse con lastre di calcarenite locale, probabilmente sigillate con malta. Alcune tombe conservano la copertura originaria. Circa settantatré fosse erano destinate a inumazioni di individui adulti, mentre ventotto fosse erano destinate ad infanti. La disposizione topografica delle sepolture non mostra distinzioni tra adulti e infanti.
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