Esistono ancora tracce di un villaggio nella contrada Baravitalla, alla testa della cava, che risalgono ad un insediamento che può datarsi all'antica Età del Bronzo. Si tratta di resti di due capanne ed un muro che però emozionano chi desidera addentrarsi in questo affascinante sito archeologico. Una necropoli di circa 80 tombe testimonia lo stretto legame tra i vivi e i morti. Al Museo Civico di Modica "F. L. Belgiorno" sono conservati i reperti ritrovati durante le campagne di scavi. Di certo, in questo villaggio, doveva esserci un clan emergente: spicca, infatti, tra le tombe, una che è preceduta da un ampio prospetto decorato con cinque lesene, chissà forse appartenuta alla famiglia più in vista. Da questa tomba, violata in antico, sono però stati tratti preziosi reperti tipici della cultura di Castelluccio, così come oggetti risalenti alla cultura di Thapsos: se ne deduce che la tomba venne riutilizzata più volte. Una grotta, poco oltre il monumento funerario, lascia indovinare sulle pareti interne un affresco. Si contano più di trenta teste circondate da aureole: siamo entrati nella Grotta dei Santi databile intorno al XII secolo. Nella contrada di Sambramati alcuni resti indicano la presenza di un insediamento. Li vi è ancora il segno di una chiesa rupestre: è San Pancrati, una delle chiese più antiche di tutto il territorio ibleo databile al VI, VII secolo. Il pianoro di Sambramati sovrasta la vallata che accoglie San Nicola, una piccola ma preziosa cripta databile ad un periodo più tardo rispetto alle altre chiese rupestri del XIV secolo, conosciuta anche con il nome della chiesa della Madonna. La vallata si apre da quel punto al visitatore che si lascia inghiottire incuriosito: si accede dall'ingresso del Parco alla vasta necropoli tardo antica. Due gli ipogei tra quelli più importanti: la Larderia e Camposanto. Ad un esperto di lingua araba, il professor Stefano Lo Presti è stato chiesto di individuare l'etimo del nome Larderia: secondo lo studioso il termine deriva dall'arabo al'ardiyyah "base", "livello del suolo". Le modificazioni linguistiche successive dovute alla parlata sicula hannorestituito il termine nel modo in cui noi oggi lo identifichiamo. La bellissima Catacomba della Larderia, violata in antico, ha subito modifiche anche in epoca più recente: la strada che la cinge infatti ne ha distrutto l'ingresso come era in origine. Tre le gallerie che si snodano su circa 42 metri di lunghezza: bisogna visitarla per capirne la ricchezza. All'interno del parco poi si scopre un altro gruppo cimiteriale: il Camposanto. Lì vicino un'altra chiesa rupestre: è Santa Maria databile al XII-XII secolo. Ma il passaggio della vita quotidiana in quel luogo è testimoniato dalle abitazioni che oggi portano il nome di Grotte Cadute. Si tratta di un complesso abitativo articolato su più piani. Di recente è stato portato alla luce il Ginnasio di età ellenistica. Due ampi cameroni comunicanti uno dotato di vasche per le abluzioni. Nel versante opposto vi è lo sperone noto col nome di Poggio Salnitro nel quale si trova un'altra chiesetta nota col nome di Spezieria. Percorrendo il fondovalle si giunge all'ipogeo della Finocchiara, nel tratto intermedio del fondovalle si trova il Castello. Un ampio complesso di grotte adibite ad abitazioni circonda il Castello: si tratta delle grotte Cadute, le grotte Giadina, e le grotte di Pernamazzone, poi più giù quelle della Capraria. Vi si trova in oltre la chiesa di Sant'Isidoro e il complesso detto del Convento. 25102012