Il cimitero fiorentino sopra la collina di San Miniato, è segnato dal tempo e cade a pezzi. La competenza della manutenzione spetta al Comune, mentre le cappelle sono per la maggior parte di proprietà privata L'ingresso della Cappella Poli-Tafani è coperto per metà da un telone nero, ma i buchi nella plastica lasciano comunque intravedere cosa c'è dietro. Ha perso il tetto: un contro-soffitto di marmo è venuto giù e ora un'impalcatura con travi di legno regge tutto in piedi. «Credo siano due anni che è in quelle condizioni», racconta il custode. Accanto si trova la Cappella intitolata a Giovanni Romanelli, lì il vetro del cancelletto manca completamente. Una crepa, profonda qualche centimetro, ha segnato in due il muro. Nel corpo centrale del cimitero monumentale, all'ultimo dei due piani, diverse transenne delimitano ammassi di pietre e marmi di fronte ad altre cappelle. «Quelle? Saranno almeno dieci anni che si stanno sfaldando», continua il custode, intento a piantare nuovi fiori e a far scomparire anche l'ombra delle erbacce. Il cimitero fiorentino delle Porte Sante, sopra la collina di San Miniato, è segnato dal tempo. Ma non c'è solo il naturale invecchiamento dei materiali, esposti a qualsiasi intemperia, a minacciare la tutela di uno dei beni monumentali più importanti della città. La competenza della manutenzione spetta al Comune, mentre le cappelle sono per la maggior parte di proprietà privata. Ed ecco il problema: «Non è facile risalire ai proprietari per intimare i lavori di restauro o anche solo la messa in sicurezza spiega l'assessore al welfare Stefania Saccardi in molti casi sono morti e bisogna risalire agli eredi». La loro ricerca è già partita: «I nostri uffici ci stanno lavorando continua ma non è un lavoro banale. Una volta rintracciati inviamo delle ingiunzioni per lo svolgimento dei lavori, che non sempre trovano compimento». Ecco perché Palazzo Vecchio ha messo in atto un piano per rimpossessarsi delle cappelle: «Se non otteniamo risposta ad almeno tre ingiunzioni spiega Saccardi viene affisso un avviso nell'albo pretorio, che rimane per sei mesi. A quel punto possiamo concludere la riacquisizione del bene». Sono dieci per ora le cappelle tornate di proprietà del Comune: «Il nostro scopo è quello di rimetterle sul mercato continua la vendita avviene tramite asta». Ad oggi ne sono state fatte due, i prezzi vanno da 70 mila a 110 mila euro, ed entrambe sono andate deserte: «Intendiamo rifare una procedura molto presto», precisa. Esiste però anche un'altra minaccia per le Porte Sante: la collina. «Diciamo che è molto delicata chiosa don Bernardo, priore della basilica di San Miniato al Monte il terreno su cui insiste è fatto di riempimenti che vennero creati con la fortificazione del 1500. Questo significa che non è stabile». Uno dei muri di contenimento del retro del cimitero, dove non a caso poggiano anche la Cappella Poli-Tafani e quella Romanelli, almeno un anno e mezzo fa ha ceduto: «Può essere dovuto in parte all'erosione che interessa da anni la collina spiegano dall'ufficio tecnico del Comune oppure a delle infiltrazioni d'acqua». Dopo il 2 novembre partiranno dei lavori «urgenti», come recita il provvedimento dirigenziale. Ma allora perché non sono partiti prima? «Tutta l'area è vincolata e la richiesta delle autorizzazioni, anche alla soprintendenza, ha richiesto del tempo», continuano i tecnici. Verrà fatto un nuovo muro di contenimento e le necessarie opere di regimazione dell'acqua: «Andremo a controllare se le tubazioni di scarico delle acque piovane sono danneggiate e procederemo eventualmente a ripararle». «Non possiamo che lodare iniziative per la riqualificazione del cimitero che ricordo è un museo a cielo aperto, non solo per gli edifici ma anche per l'importanza di chi vi è sepolto conclude don Bernardo L'attenzione che vi è stata anche in passato, purtroppo non è mai sufficiente. E sotto il profilo della tutela e della sicurezza, in particolare notturna, si potrebbe fare di più». Federica Sanna