Nitto Palma ripresenta al Senato le norme per riaprire i termini della sanatoria del 2003 È POLEMICA sulla proposta del Pdl di riaprire in Campania i termini sul condono edilizio del 2003. «Io pongo un problema serio perché nel 2003 il condono venne applicato su tutto il territorio nazionale tranne che in Campania e ora è giusto che sia esteso in questa regione». Francesco Nitto Palma, senatore del Pdl e commissario del partito in Campania, spiega così le ragioni del disegno di legge che sarà all'esame del Senato nella prossima settimana. «In Campania aggiunge Nitto Palma ci sono 175 mila abitazioni abusive. L'equivalente di una città come Firenze. Se si pensa che l'abbattimento non potrà essere oltre le 35 case all'anno per carenza di fondi, applicare ora questo condono mi sembra una cosa sacrosanta. Comunque sarà l'aula a decidere». Contro Nitto Palma sono intervenuti i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: «Con il pretesto di impedire l'esecuzione di migliaia di demolizioni di immobili abusivi disposte dalla magistratura, il Pdl vuole introdurre un nuovo condono edilizio. La norma, infatti, riaprirebbe i termini dell'ultimo condono Berlusconi del 2003. Una vera follia che aprirebbe a una nuova immensa colata di cemento illegale rendendo il nostro territorio sempre più fragile, insicuro e dando un altro colpo al paesaggio. Ed è incredibile che a firmare una norma del genere sia Nitto Palma, che fino a pochi mesi fa era ministro della Giustizia. Noi, insieme a tutto il Pd, ci batteremo in Senato con ogni mezzo per impedire questo ennesimo scempio all'ambiente e al diritto e ci attendiamo un forte impegno anche del governo».
NAPOLI - Condono edilizio, scontro Pd-Pdl
Il senatore del Pdl, Francesco Nitto Palma, ha presentato al Senato un disegno di legge per riaprire i termini della sanatoria del 2003 per il condono edilizio in Campania. Nitto Palma sostiene che la regione ha 175 mila abitazioni abusive e che è necessario estendere il condono per evitare demolizioni di immobili. I senatori del Pd hanno espresso opposizione alla proposta, affermando che aprirebbe a una nuova ondata di demolizioni e danneggierebbe l'ambiente. La questione sarà discussa in Senato.
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