Poche opere importanti e sede già quasi tutta da rifare. Un percorso in salita quello avviato a giugno dalla fondazione Pascali a Polignano a Mare. Che qualcosa non andasse nella ristrutturazione dell' ex Mattatoio comunale, era apparso subito evidente. Bene l' idea, bella la posizione: ma quei pavimenti di pietra lucida, quelle luci sparate, quegli infissi in anticorodal... Lo sapevano i responsabili della Fondazione Pascalie la direzione del Museo. Così, dopo qualche primo sommario restyling, è stato affidato all' architetto Antonella Mari un progetto di revisione organica. «La Regione Puglia ci ha appena comunicato che il progetto è stato ammesso al finanziamento in un apposito bando - annuncia la direttrice Rosalba Branà Non sappiamo però ancora quale cifra sarà stanziata e con che tempi. In ogni caso non sospenderemo l' attività espositiva, ma avvieremo i lavori per singoli lotti. Sono previsti il rifacimento integrale di pavimento, infissi e illuminazione, e la realizzazione di un caffè letterario interno e di un roof garden, oltre che la sistemazione dell' area esterna». Meglio tardi che mai, forse, anche se resta lo sconcerto per i soldi pubblici spesi male. Altra questione emersa alloraè che mancano opere importanti di Pascali, in un museo che al genialee sfortunato artista pugliese è dedicato. La collezione, opportunamente messa in esposizione permanente è composta infatti soprattutto da materiale documentario e da cimeli, insieme a qualche lavoro giovanile tra cui un prezioso "missile " in lamiera di recente acquisito. Ma colmare la lacuna è davvero una "mission impossible". Altissime sono infatti le quotazioni assunte dalle poche opere dell' artista sul mercato internazionale. E, crisia parte, sembra che non sia proprio previsto un fondo per acquisti, se non risparmiando sui soldi della gestione ordinaria. Con cui peraltro non c' è molto da scialare. Oltre ad un contributo fisso di 100mila euro l' anno equamente spartito tra i due soci della Fondazione - Regione Puglia e Comune di Polignano - il museo attinge ai finanziamenti annuali dell' Assessorato regionale alle attività culturali (per il 2012 e il 2013 sono 120.000 euro) su cui calibrare una programmazione basata sulle linee di "identità e territorio", "sguardo sul mondo", didattica e Premio Pascali ( chea dicembre sarà assegnato alla bravissima svedese Nathalie Djurberg). Altri progetti più ambiziosi concorrono ai bandi europei: per il prossimo anno sono in cantiere un grosso programma di residenze in collaborazione con i Comuni di Conversano, Rutigliano e Mola, e l' impegnativa creazione di un canale d' arte satellitare in partnerariato con i paesi dell' altra sponda adriatica. Per tornare alla collezione, una mano l' ha data la Provincia di Bari concedendo in comodato le "Pozzanghere" di proprietà della Pinacoteca Provinciale, che da dicembre saranno esposte qui con un accordo biennale. Opere di rilievo in possesso di privati da intercettare sul territorio pare che non ce ne siano più, dopo la "Trappola" della martinese Lidia Carrieri venduta alla Tate Modern di Londra e il "Dinosauro che emerge" del collezionista barese Angelo Baldassare venduto all' asta da Sotheby' s. Non resterebbe che l' utopia del "bel gesto" di un grande sponsor privato. Ma sono tempi duri, come rimarca l' assessore regionale Silvia Godelli, che la Fondazione Pascali ha voluto per prima. «Più che sulla collezione, il museo Pascali punta sulle attività - precisa la Godelli - con una missione culturale precisa, che nel nome del grande artista è rivolta alla promozione di talenti pugliesi e al dialogo con l' area balcanica. La sua identità è dunque circoscritta, e lascia aperto il discorso su un centro d' arte contemporanea da istituire a Bari, per il quale la Regione ha proposto l' area Rossani. Ma di questo, essendo noi a fine mandato, saranno altri ormai a doversene occupare».
Lo stato dell' Arte. Poche opere importanti e sede già quasi tutta da rifare.
La Fondazione Pascali di Polignano a Mare sta lavorando per ristrutturare l' ex Mattatoio comunale, che è stato affidato all' architetto Antonella Mari. La Regione Puglia ha finanziato il progetto con un apposito bando. Il museo punta sulle attività culturali, con una missione culturale rivolta alla promozione di talenti pugliesi e al dialogo con l' area balcanica. La collezione di Pascali è scarsa, con poche opere importanti e alte quotazioni sul mercato internazionale. Il museo attinge ai finanziamenti annuali dell' Assessorato regionale alle attività culturali e ha un contributo fisso di 100mila euro l' anno.
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