Oltre 5.000 faldoni nella sede provvisoria, in attesa dell'ex convento dei Carmelitani Un luogo della memoria con oltre 5000 faldoni, contenenti ciascuno decine di documenti del passato; atti dal contenuto politico, sociale, economico emessi dalla città che fu; registri che affondano le radici persino nel lontano 1300. L'archivio storico di Acireale custodisce un patrimonio storico-documentale di primario rilievo in tutta l'Isola. Ai più risulta sconosciuto, forse anche per la sua collocazione periferica. Dal 2002, infatti, ha sede "provvisoria" a Santa Maria Ammalati - prima era in via Grassi Bertazzi - e attende che un giorno, se si otterranno i finanziamenti per il recupero dell'ex convento dei Carmelitani, oggi rudere, possa essere trasferito in quello che dovrebbe diventare un polo museale e culturale. «Abbiamo anche l'archivio musicale - spiega la direttrice Rosaria Reitano - che non raccoglie solo musiche per bande, ma anche partiture sacre, fotografie, cimeli, cappelli e spartiti di autori dal 1840 fino a inizio 900. Musicologi da tutta la provincia attingono qui i testi per le loro ricerche». Nel 1991 il ministero per i Beni culturali dichiara l'archivio di "particolare importanza"; tramanda ancora nella sua custodia originale il diploma con cui Carlo V nel 1531 elargì il privilegio della fiera franca e custodisce la documentazione detta "fondo antico" che va dal 1500 al 1909 e il "fondo moderno" dal 1913 al 1960. «Tanti studiosi frequentano questo archivio - svela Maria Loredana Grasso, contrattista - ma molte persone, ultimamente, vengono a ricercare il proprio albero genealogico e notizie sui loro antenati; vengono anche laureandi in cerca di documenti per le loro tesi su monumenti, chiese o sull'impianto architettonico della città del passato. Riceviamo anche le scolaresche in visita». «Sto facendo una ricerca genealogica sulla bisnonna palermitana di mia nonna che, però, nacque ad Acireale - ci racconta, in effetti, Girolamo Melissa - per scoprire le origini della famiglia. Sono già venuto qui a luglio e ho trovato molti documenti, atti di nascita, di morte e certificati utili di inizio 800». Intenta a leggere con la lente d'ingrandimento libri scritti a mano, la professoressa Pinella Musmeci avanza qualche rilievo critico. «Da 25 anni frequento l'archivio storico - ci dice la nota studiosa acese - e lo considero un tesoro di carattere nazionale; conserva una moltitudine di documenti, bandi, leggi, in originale, soprattutto dal 600 in poi, che in altre città sono andati dispersi. Una mole di volumi che andrebbe, però, informatizzata e digitalizzata, almeno i documenti più importanti. Purtroppo, i locali non sono agevoli, né la struttura è adeguata e curata come l'inestimabile valore storico, culturale ed economico del patrimonio che qui è custodito imporrebbe». MARICA PAPPALARDO 24102012
SICILIA - Il grande tesoro della memoria Santa Maria Ammalati.
L'archivio storico di Acireale, situato nella sede provvisoria di Santa Maria Ammalati, custodisce un patrimonio storico-documentale di primario rilievo in tutta l'Isola. Il patrimonio comprende oltre 5.000 faldoni, contenenti decine di documenti del passato, tra cui atti politici, sociali, economici e registri che risalgono al 1300. L'archivio musicale, anch'esso situato nella sede provvisoria, raccoglie musiche per bande, partiture sacre, fotografie e cimeli. Il ministero per i Beni culturali ha dichiarato l'archivio di "particolare importanza" nel 1991.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo