AGRIGENTO - È nato «Cicerobot», il cicerone dei musei del futuro. E' alto 106 centimetri, pesa 122,5 chili, assomiglia più ad un' aspirapolvere che ad un esperto muserale. Eppure il robot presentato ieri nella sala Telamone del Museo Archeologico Regionale di Agrigento, affettuosamente soprannominato «Giove» potrebbe presto soppiantare le guide umane di musei, gallerie d'arte, parchi archeologici, potendo contenere nella sua memoria miliardi di dati. Il cilindro semovente è in grado di guidare i visitatori fra le bellezze di un museo e di interagire con gli esseri umani in modo intelligente. L'automa, infatti, è anche in grado di osservare chi sosta e per quanto tempo davanti a una certa vetrina, cercando di capire cosa stia guardando e sondando il livello di attenzione. Quindi, autonomamente si offre di fornire ulteriori delucidazioni. Nel prototipo si concentrano numerose tecnologie all'avanguardia. Il sistema è intelligente e autonomo grazie a una visione stereoscopica, cioè simile a quella umana, offerta da due telecamere. Si orienta mediante punti di riferimento opportunamente collocati sulle pareti, ma è in grado di districarsi in ogni situazione di ingombro. Per fare ciò Cicerobot pianifica il movimento combinando la tecnologia Cyc ideata da Douglas Lenat e simulazione 3D. «Il software che lo anima -spiega il professor Antonio Chella, supervisore del progetto- è un sistema multi-agente, basato sulla tecnologia degli agenti intelligenti (piccoli enti software dotati di autonomia) che conferisce la plasticità necessaria per adattarsi alle più svariate esigenze. La struttura è cognitiva ed organizzata in tre aree: "subconcettuale", che analizza le informa-zioni provenienti dall'esterno, "concettuale", che elabora la rappresentazione della realtà e "linguistica", che processa le informazioni fornendo i risultati dell'intelligenza artificiale». Il progetto ha richiesto anni di studi è stato realizzato dallo staff guidato da Chella nel laboratorio di Robotica dell'Università di Palermo, nel dipartimento di Ingegneria Informatica, e dell'Icar-Cnr, e nella sua fase finale ha goduto della collaborazione del consorzio universitario della Provincia di Agrigento. «Il robot ha in memoria la planimetria della sala -spiega Chella- e si sposta autonomamente da una bacheca all'altra. Periodicamente valuta la correttezza della propria posizione rispetto ad alcuni punti di riferimento e, se non è corretta, si muove di conseguenza. E' in grado di individuare gli ostacoli e di sollecitare il turista che gli sosta davanti».