Ha parlato, secondo il suo personalissimo stile, di arte e di cultura, ma anche di territorio, il nostro, e di paesaggio, tra necessità di salvataggio dal cemento montante e valorizzazione, per una serata ricca di spunti di riflessione e di qualche provocazione. Parliamo di Vittorio Sgarbi il noto critico d'arte ma anche opinionista e personaggio mediatico, giunto, l'altra sera a Villa Raimondi, a Vertemate con Minoprio, come ospite d'onore in un incontro del secondo premio Letterario "Fondazione Minoprio", organizzato dall'Associazione Arte Lario. Introdotto da Emanuele Pitto, presidente di Arte Lario e partendo dalla promozione del suo libro più recente, intitolato "L'arte è contemporanea", il professor Sgarbi ha tenuto una lezione dotta ma non priva di boutade nel suo stile, sul tema dell'arte contemporanea e della sua lontananza dal pubblico della gente comune. Professor Sgarbi, parliamo del paesaggio brianzolo, che soffre, sempre più di mal da cementificazione. Cosa proporrebbe di fare al governo, per salvare quello che è rimasto? La Brianza soffre di un male comune a molte altre parti del nostro Paese. In Italia l'idea della difesa del paesaggio e minoritaria e negli ultimi cinquant'anni si è costruito più che nei precedenti tremila. Bisogna invertire questa rotta che è pericolosa e distruttiva. E come fare, se il governo sembra voler estendere la prassi del silenzio -assenso anche sulle norme che regolano la tutela del paesaggio? Da molte parti, tale scelta viene definita una violazione della Costituzione... Questo dimostra che siamo senza governo e che la situazione è grave. Bisogna andare nella direzione contraria. Il governo dovrebbe porre una moratoria alla costruzione e impedire che i Comuni si lascino sedurre dai profitti dovuti agli oneri di urbanizzazione. Questo permetterebbe anche di indirizzare l'edilizia al restauro invece che alla costruzione del nuovo. Questo vale naturalmente anche per la Brianza, dove le superfici per costruire si riducono sempre più e dove ci sono moltissime case vuote e inutilizzate. Passiamo ai siti artistici del nostro territorio. Cosa pensa di Galliano, con la sua basilica romanica? Un sito sufficientemente valorizzato? Anche qui, la basilica di San Vincenzo subisce un destino comune a tanta parte del nostro patrimonio artistico nazionale. I monumenti patiscono insufficiente conoscenza e valorizzazione. Le amministrazioni comunali spesso non possono o non riescono ad intervenire in modo adeguato e soddisfacente. E quindi, quale la soluzione? Considero molto buono il metodo utilizzato dal Fai. Una prassi che ha dato ottimi risultati in siti come Torba o San Fruttuoso, tanto per citare due tra i più belli e noti. Dovrebbero nascere molte di queste agenzie in grado di dare sostegno, visibilità, valorizzazione alle centinaia di siti artistici importantissimi ma che spesso non sono conosciuti in modo adeguato. Agenzie private? Anche. Credo sia una soluzione possibile. Per restare a Cantù, che ne dice dell'idea del Museo del Design, ancora da realizzare? Se ne parla da decenni ma senza risultati. D'altra parte, il design, per sua definizione, non deve necessariamente stare in un museo, perché è una forma di arte viva e applicata che deve circolare nella vita reale. Un po' come la moda, di cui lei parla nel suo libro? Sì I designers, come gli stilisti, sono gli unici artisti contemporanei compresi e apprezzati dal pubblico. È una realtà oggettiva e non faccio che prenderne atto. Per finire, un'occhiata alla situazione comasca, dove il cambio di giunta porta a una nuova linea d'azione in campo culturale. Che ne pensa? Non posso giudicare la nuova amministrazione , che non conosco ancora. Per quanto riguarda Gaddi, se la Melandri dirigerà il Maxxi, lui può tranquillamente diventare il direttore dei musei comaschi o creare un'agenzia culturale per il territorio. Perché no? Mi sembrano allo stesso livello.
LOMBARDIA - Stop al cemento Bisogna salvare la terra canturina. Intervista a Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi, critico d'arte e opinionista, ha tenuto una lezione dotta e provocatoria sull'arte contemporanea e sulla sua lontananza dal pubblico. Ha parlato anche del paesaggio brianzolo, che soffre di cementificazione e ha proposto di invertire la rotta della tutela del paesaggio. Ha anche parlato dei siti artistici del territorio, come la basilica di San Vincenzo, e ha proposto di creare agenzie private per valorizzare e promuovere questi siti. Ha anche parlato dell'idea del Museo del Design, ancora da realizzare a Cantù. Infine, ha espresso la sua opinione sulla situazione culturale a Como, dove il cambio di giunta porta a una nuova linea d'azione in campo culturale.
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