Secondo il sindacato Confedertecnica il numero uno - dimissionario - della Provincia vuole approvare il piano territoriale SAREBBE un risultato decisivo rispetto ai suoi predecessori, per il presidente della Provincia Cesaro, adottare il Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale) formulato quindici anni fa e mai applicato. Una delle ultime cose che il presidente dimissionario pare voglia mettere in cantiere sarebbe proprio l'importante atto di programmazione urbanistica. Contro questa intenzione - dietro la quale ci sarebbe poi anche la fretta che porta la Regione per completare l'approvazione dei cinque Pctp campani - insorge il sindacato Confedertecnica, che teme il blocco dell'edilizia. Un nuovo intervento con i piedi nel piatto, rispetto all'urbanistica, dopo il decreto regionale in materia di paesaggio che si sta cercando di far approvare in Consiglio a Santa Lucia, nonostante l'opposizione delle associazioni ambientaliste, gli appelli di intellettuali come Salvatore Settis e le incostituzionalità rilevate nel ddl dallo stesso ministero dei Beni culturali. «Non si può far passare in quattro e quattr'otto un piano - dice il presidente Marco Ciannella - come il Pcpt, che, a partire dalla data della sua adozione in giunta provinciale, farà scattare le norme di salvaguardia per tutti i Comuni della provincia di Napoli, bloccando di fatto l'attuazione dei piani urbanistici comunali, compreso quello di Napoli ». In effetti ogni atto del singolo Comune potrebbe restare congelato, qualora - spiegano gli esperti - il Pcpt fosse restrittivo rispetto a quello comunale. Logico che il sindacato tema il peggio: «Con la crisi economica non è quanto dobbiamo augurarci », sottolinea Ciannella. Il piano è tornato di attualità improvvisamente, dopo mesi di silenzio. Tempo perso, per i professionisti dell'architettura riuniti nell'organizzazione sindacale, adottare un Ptcp «di fatto già superato nel suo contenuto» quando il decreto Salva Italia prescrive l'attuazione dell'area metropolitana entro il 2013: tutto andrebbe rifatto daccapo dal nuovo organismo alla luce della legge urbanistica regionale. Nell'atto costitutivo dell'Area, in effetti, non si fa nessun riferimento ai piani. «Se a questo si aggiunge - prosegue Ciannella - che all'adozione in giunta dovrebbe seguire l'approvazione in Consiglio, il quadro si complica ancora di più, in quanto con le dimissioni del presidente della Provincia non è scontato che si possa sciogliere anche lo stesso consiglio». (s.cer.)