FIRENZE Fine del regime di discrezionalità per i comuni toscani sugli interventi da autorizzare nelle 165 aree, pari a circa il 20 del territorio regionale, sottoposte a vincolo paesaggistico: l'accordo sottoscritto ieri mattina fra Ministero dei Beni culturali e Regione, arriva infatti a stabilire nel dettaglio, per ciascuna area, gli interventi che saranno d'ora in poi ritenuti ammissibili e non. «Casi come quello di Monticchiello in Val d'Orcia - ha spiegato il direttore generale del paesaggio del Mibac, Maddalena Ragni - con il nuovo strumento già operativo, non si sarebbero potuti registrare». Oltre a definire minuziosamente i codici stilistici che dovranno rispettare, laddove siano possibili, le nuove edificazioni, "al fine di assicurare un equilibrio con il costruito storico limitrofo", le 165 schede tecniche redatte dai funzionari di Soprintendenze e Regione, arrivano a fissare anche norme di dettaglio. Ad esempio l'obbligo del mantenimento delle "trame viarie storiche" all'interno di campi e paesi, o l'obbligo, per tutte le nuove aree di posteggio, "di non appesantire lo skyline da punti di osservazione circostanti". «L'elemento guida che ha portato alla definizione delle schede dei vincoli - ha sottolineato Isabella Lapi, direttrice dei Beni culturali e paesaggistici della Toscana - è quello della percezione visiva». Profonda soddisfazione per l'intesa è stata espressa dall'assessore regionale al governo del territorio Anna Marson: «La Toscana diventa così la prima regione ad avere una vestizione dei vincoli paesaggistici; adesso, a disposizione delle amministrazioni comunali, c'è infatti uno strumento in grado di dare certezze su cosa si può fare e cosa non si può fare all'interno delle aree vincolate: un atto di chiarezza e semplificazione per tutti coloro che devono rilasciare autorizzazioni». La piena entrata in vigore delle nuove prescrizioni per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico è fissata per l'inizio del 2013: le schede, contenenti ciascuna, oltre ai singoli divieti, la descrizione approfondita delle aree sottoposte a vincolo, e dei rispettivi elementi di vulnerabilità e fattori di rischio per il paesaggio, dovranno infatti adesso essere ratificate anche da giunta e consiglio regionale. Improbabile l'emersione di nuove aggiunte o richieste di modifica, «che - ha ricordato Marson - dovrebbero far ripassare la loro approvazione da una nuova intesa con il Ministero».